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Primarie Pdl annullate: stop ufficiale, atteso annuncio di Berlusconi

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Emilio Fede aveva detto che giovedì, cioè oggi, Silvio Berlusconi avrebbe annunciato il suo ritorno in campo. L'ex direttore del Tg4 non ha avuto ragione - almeno, per ora - ma un annuncio dal Pdl è comunque arrivato: le primarie non si faranno. Alla fine, dunque, anche Angelino Alfano ha dovuto arrendersi a quella che era sempre sembrata la volontà del Cavaliere, ovvero evitare la consultazione per scegliere il candidato premier del partito.

Angelino Alfano a Domenica in-L'Arena: "Aspetto decisione di Berlusconi"

Che cosa significhi tutto questo e a che cosa preluda, per ora non è dato sapere, anche se l'ipotesi che sta prendendo forma in queste ore è proprio quella di un Berlusconi nuovamente leader 'in attività' del Pdl e non solo padre nobile. L'annuncio ufficiale dello stop alle primarie - peraltro fortemente osteggiato da Giorgia Meloni, che ha chiesto che si facciano "almeno" a gennaio - sarà fatto la settimana prossima, durante un ufficio di presidenza, e a quel punto - forse - sarà svelata la strategia del Cavaliere. E del partito.

Dalle voci che circolano, comunque, l'ipotesi più accreditata è la nascita di un 'nuovo' Pdl, con 'epurazione' degli An, che invece andrebbero a formarsi una loro formazione di destra, con la quale concorrere alle prossime politiche del 2013.

Nessuna rottura 'fratricida', dunque, bensì una rifondazione del partito che sostanzialmente porti a uno svecchiamento dell'attuale classe dirigente - che però sarebbe salvata in larga parte - con innesti di nomi e volti nuovi, Angelino Alfano ancora segretario (o comunque in un ruolo chiave di coordinamento) e Silvio Berlusconi leader e, soprattutto, un nome diverso, per completare l'opera di restyling (anche se le diciture che circolano sono Forza Italia e Forza italiani...). Insomma, una vera e propria rinascita, probabilmente ufficializzata il 16 dicembre con una convention, per dare nuovo senso e un certo valore simbolico a una data già segnata in agenda da tempo.

A mettersi di traverso sulla strada del nuovo Pdl, però, gli ex An, spaccati sulla possibilità (o la necessità, a seconda dei punti di vista) di separarsi dalla formazione politica del Cavaliere. "Se rifanno Forza Italia, noi andremo a farci una cosa nuova, non staremo lì", ha detto La Russa, ma già Gasparri, per esempio, è decisamente più conciliante: "Noi siamo stati sempre fedeli ad Alfano, abbiamo fatto tutto per questo partito. Se il Pdl muore, e dico se, vedremo che fare...".

Vero è che una scissione non sembra convenire a nessuno, soprattutto a questo punto: il Pd infatti sta uscendo rafforzatissimo dalle sue primarie e, chiunque sarà il candidato premier, è evidente il legame costruito con gli elettori e l'entusiasmo riguadagnato. Dunque vale la pena disperdere energie e voti per contrasti tutto sommato sanabili? Alfano non sembra dell'idea e pure tra gli ex An serpeggia la convinzione che fondare ora un nuovo partito da zero, dovendo pure decidere a chi affidarne la guida, sia un'azione da kamikaze. Senza contare che neppure si sa chi, eventualmente, sarà alla guida del nuovo Pdl e dunque non avendo visibilità su possibili alleanze. "Molto dipenderà dalla legge elettorale, che si chiarirà la prossima settimana", dicono nel partito, ma l'impressione è che - ancora una volta - tutto sia in mano a Berlusconi, che nei prossimi giorni svelerà il 'mistero'.

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