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Primo vertice del governo: prime tensioni con La Lega

Gran parte delle strategie del futuro Governo nazionale si dovevano decidere ieri al vertice tra Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Umberto Bossi e Raffaele Lombardo che si è svolto a Palazzo Grazioli.

"Ci saranno momenti difficili, servirà un forte rinnovamento per fare le riforme necessarie che avranno anche contenuti di impopolarità. Ricordo a tutti che è il capo dello Stato a nominarli su proposta del presidente del Consiglio e io non sono ancora presidente del Consiglio, quindi vi prego di astenervi dall' insistere nel chiedermi i nomi di futuri ministri", ha detto il Cavaliere.

Così per i nomi della nuova squadra di governo, Berlusconi prende tempo e conferma però, la presenza di 4 donne nell'esecutivo. Fini ha lanciato l'idea di mettere Giulia Bongiorno alla Giustizia. E si fa sentire pure l'Mpa di Raffaele Lombardo che rivendica, con successo, un ministero.

Per il momento sono confermati Giulio Tremonti all'Economia e Franco Frattini agli Esteri, Ignazio La Russa potrebbe essere dirottato alla Difesa con Altero Matteoli alle Infrastrutture. Per le Politiche Agricole il nome più gettonato è quello di Adriana Poli Bortone. Per i Beni culturali ci spera Paolo Bonaiuti. Sandro Bondi potrebbe ottenere la Pubblica istruzione. Maurizio Lupi la Sanità e Elio Vito i Rapporti con il Parlamento. Stefania Prestigiacomo alle Politiche Ue e Mara Carfagna alla Famiglia.

TENSIONI CON LA LEGA. Ma la Lega non è d'accordo con il progetto di Silvio Berlusconi e i primi problemi vengono a 'galla'. La Lega infatti pretende 4 ministeri. "Così non va" ha detto Umberto Bossi, tanto che dopo il vertice ai giornalisti ha detto quanto tenga all'assegnazione del ministro dell'Interno per Roberto Maroni.

Tutto dipende dalla carica la presidenza della Regione Lombardia che la Lega vorrebbe assegnare a Roberto Castelli. Roberto Formigoni, attuale Governatore della Lombardia, è disposto a lasciare solo in cambio della presidenza del Senato o di ministero importante come Interni o Esteri: "Altrimenti resto là".

Il leader del Pdl non ha dubbi: "E meglio se resta là". Una frase che ha fatto infuriare Bossi. "Se non si libera la Lombardia, allora a noi spettano quattro ministri". "A questo punto decido tutto io. Mi hanno dato la delega e ora i ministri li scelgo io da solo", ha detto il neo premier.

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