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Processo breve, ancora tensione alla Camera. Esame rinviato

E' ripreso oggi l'esame del provvedimento sul processo breve, ma la tensione non è diminuita. Dopo la bagarre registrata ieri dentro e fuori la Camera (leggi la notizia), oggi non è andata molto meglio.

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I video sul processo breve e il caos di questi giorni

L'Aula della Camera ha approvato a larga maggioranza il rinvio dell'esame e del voto sul processo breve a martedì prossimo, così come chiesto dal Pdl. L'esame del ddl sul processo breve era ripreso alle 12.55. I lavori della mattinata sono stati occupati dall'esame del processo verbale di ieri. Ed anche oggi la tensione è stata alta.

Dai banchi del Pdl è partito un lancio di oggetti, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha lanciato il suo tesserino parlamentare contro i banchi dell'Idv (il video) e Antonio Di Pietro ne ha chiesto le dimissioni. A quel punto il presidente della Camera Gianfranco Fini ha deciso di sospendere la seduta e mentre stava lasciando l'Aula è stato colpito da un giornale. Secondo alcuni parlamentari presenti, il lancio sarebbe stato effettuato da una deputata del Pdl che però pare non volesse colpire Fini.

La seduta è poi ripresa con la lettura del nuovo processo verbale della seduta di ieri della Camera, stilato dai segretari d'Aula su mandato di Fini, che è stato approvato senza votazione dall'Assemblea di Montecitorio. Nel nuovo testo, più esteso di quello che era stato precedentemente bocciato dall'Aula, sono presenti riferimenti al richiamo del presidente della Camera al ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Ma gli scontri non sono mancati. Mentre il deputato di Fli Italo Bocchino criticava l'atteggiamento della maggioranza che costringeva i suoi ministri a stare in Aula per votare sulla prescrizione breve, mentre fuori da Montecitorio c'è la crisi economica, la guerra in Libia e questioni internazionali gravi come quelle del Giappone, dalla Lega sono arrivate proteste e insulti. L'intervento di Bocchino è stato applaudito da tutti i deputati delle opposizioni e dall'assistente della parlamentare Ileana Argentin, poiché l'esponente Democratica non può usare le mani in quanto disabile. E' stato a quel punto che il deputato del Pdl Osvaldo Napoli si è alzato ed è corso verso Argentin per ammonire con l'indice alzato il suo assistente.

E' quindi partito un coro di proteste dal Pd. Ma nel frattempo dai banchi della Lega, come raccontato dalla stessa Argentin, è stato gridato: 'Falla stare zitta quell'handicappata del cazzo!'. A quanto pare l'insulto sarebbe stato pronunciato da Massimo Polledri, tanto che Fini lo ha invitato a scusarsi con la collega del Pd. Polledri ha però smentito sostenendo solo di aver detto riferendosi a Osvaldo Napoli: 'Ha ragione!'. Polledri ha poi comunque affermato: 'Non avevo capito il termine della discussione, per cui mi scuso con la collega che ha sicuramente ragione'.

Il video delle offese ad Ileana Argentin

Commentando la richiesta e lo spostamento a martedì dell'esame del disegno di legge sul processo breve, il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini ha detto che oggi la maggioranza ha espresso una 'resa incondizionata', dopo 'aver scatenato ieri la rissa in Parlamento'. Franceschini ha poi affermato: 'E' evidente che noi siamo contrari a questa legge e che quindi non possiamo che essere a favore del rinvio. Anche perché sono disgustato dallo spettacolo a cui abbiamo assistito ieri. Ieri la maggioranza aveva chiesto e ottenuto l'inversione dell'ordine del giorno a favore del processo breve, come se questo provvedimento lo stessero aspettando tutti. Oggi c'è stata invece la resa incondizionata'.

 (foto © LaPresse)

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