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Processo breve, parla Adriano Celentano

Su Il Corriere della Sera Adriano Celentano ha parlato del processo breve. 'Tutti lo vogliono breve, ma non si capisce quanto breve dev'essere, affinché la sua lunghezza possa soddisfare sia la destra che la sinistra' scrive Celentano.

L'artista si sofferma sul fatto che tanto si discute sul processo breve, quando in realtà ciò che dovrebbe essere davvero importante non è il fatto di essere breve, ma il fatto di essere giusto. Celentano scrive: '...i processi non devono essere né brevi né lunghi. Devono essere GIUSTI. E qui purtroppo, scatta l'eterno inghippo dal quale non si riesce a venirne fuori. L'esperienza mi insegna che non è facile essere giusti. E a guardare dalla lunghezza dei processi italiani, io credo che il nostro, sia il Paese più ingiusto del pianeta. Una specie di piaga, quella della giustizia lenta, da cui dipendono tutte le malattie del mondo. La crisi economica, il terrorismo, la N'drangheta, la mafia, la droga, la disonestà radicata ormai in tutti i settori, dalla quale scaturiscono il bullismo nelle scuole, il sovrappeso, l'Aids, il diabete e il Cancro. Qualcuno forse non sa, che per essere giusti bisogna prima di tutto essere buoni. E la prima regola per essere buoni, è quella di comprendere che tutti possiamo sbagliare. Naturalmente ciò non significa che chi persiste nello sbaglio non debba pagare. Assolutamente no. ...lo sbaglio più grosso che, a mio parere, commettono i politici e assieme a loro i giudici, è quello di non voler comprendere il grande valore della GIUSTIZIA e dell'impellente necessità di riformarla. Da qui, il motivo per cui l'intoppo cade sempre sullo stesso punto. I processi di Berlusconi.'.

Secondo Celentano sarebbe 'ragionevole' accorciare i processi che oggi sono 'vergognosamente lunghi'. Il problema è che c'è chi vuole accorciarli per non essere processato. L'artista scrive: 'A questo punto credo valga la pena considerare che, da tangentopoli in poi e ancora prima, pare che nessuno dei politici o quasi tutti, siano senza macchia. Per cui credo siano maturi i tempi per far cessare, (solo nel caso specifico di questa volta), l'asfissiante braccio di ferro tra i giudici da una parte, che vogliono far cadere Berlusconi, e Berlusconi dall'altra, che per non cadere si inventa leggi anticaduta come quella del processo breve'.

'Azzerare tutto a partire dai processi di Berlusconi e ricominciare da capo', è questo che il 'povero cittadino ormai esausto' chiede a tutte le forze politiche. 'Affinché egli non avendo più la spada dei giudici sulla sua testa - scrive Celentano - possa sedersi tranquillamente al tavolo con l'opposizione per fare la vera riforma sulla giustizia. Una riforma che magari preveda anche grossi incentivi a quei giudici che, non per legge, ma per la loro abilità e onestà riescono ad accorciare i processi prima del tempo considerato. Si tratta insomma di fare la famosa 'leggina ad personam' di cui parlava anche D'Alema. Credo sia l'unica via per poter sciogliere quel granellino di sabbia che bloccando il motore della giustizia, paralizza l'intera società col rischio di gravi infezioni'.

 (foto © LaPresse)

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