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Processo breve, Silvio Berlusconi all'attacco

Ancora processo breve e ancora scontro tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopo l'approvazione alla Camera, con 314 sì e 296 no, del processo breve il capo dello Stato ha fatto sapere di voler verificare gli effetti della norma prima della sua approvazione finale da parte del Parlamento (leggi la notizia), ma Berlusconi è fermamente intenzionato a non farsi fermare.

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Già da qualche giorno, a quanto pare, il premier diceva: 'Questa volta, se cerca di ostacolarci, noi andremo avanti lo stesso. Lui ce la boccia? E noi la riapproviamo'. Quel 'lui' era riferito a Napolitano. E ieri è arrivato proprio l'altolà di quel 'lui'. Così Berlusconi, che non si è certo mostrato sorpreso, ha reagito dicendo ai suoi che ora è necessario convincere il Quirinale che non esiste alcuna trappola nella prescrizione breve, 'che i dati diffusi dai magistrati sono del tutto falsi, che nessuna strage resterà impunita'. In pratica, far capire che le preoccupazioni provenienti da Viareggio e da L'Aquila sono infondate.

Il premier ha affidato l'arduo compito al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Sarà lui a recarsi al Quirinale per parlare con il presidente della Repubblica. In poche parole dovrà cercare di tranquillizzarlo. Anche se il portavoce del premier Paolo Bonaiuti ha sottolineato che Berlusconi 'non vuole affatto convincere Napolitano, ma solo chiarire quali saranno gli effetti della legge'.

D'altronde il Capo dello Stato si è mostrato molto chiaro. Non vuole suggerimenti, non vuole deroghe e nessuna trattativa. Napolitano si pronuncerà sulla prescrizione breve solo quando il Parlamento avrà terminato il suo lavoro. E' immaginabile quindi la preoccupazione del presidente del Consiglio che ora teme uno stop o un ridimensionamento da parte del Quirinale. Ma il Cavaliare è stato chiaro, alla prescizione breve non vuole rinunciare.

E, nel corso del vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli, il premier si è detto fiducioso spiegando che Napolitano si convincerà che la legge 'ci mette al passo con l'Europa' e non va contro la Costituzione. Il presidente del Consiglio ha detto: 'E' un provvedimento che non influenza minimamente i grandi processi come quello sulla strge di Viareggio'.

 (foto © LaPresse)

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