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Processo Mediaset in Cassazione il 30 luglio, Pdl insorge. Santanchè: "Non ci sto"

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Dopo la bocciatura della Consulta al ricorso dei legali di Berlusconi per far valere un legittimo impedimento in favore del loro assistito, per il processo Mediaset si è spianata la strada verso la Cassazione. Tanto che la prima udienza per quello che sarà l'ultimo grado di giudizio nel procedimento a carico del Cavaliere è stata fissata a tempo record.

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Il 30 luglio, e non in autunno o addirittura a fine anno come era stato ipotizzato, comincia l'ultimo atto del processo in cui Berlusconi è già stato condannato in secondo grado a 4 anni di carcere e 5 di innterdizione dai pubblici uffici per frode fiscale in merito alla vicenda dei diritti televisivi. Insieme a Berlusconi sono imputati il produttore cinematografico egiziano Frank Agrama e i due ex manager Mediaset Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano, tutti per frode fiscale. L'Agenzia delle Entrate si è costituita parte civile.

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La calendarizzazione della prima udienza, che sarà pubblica, è avvenuta il giorno stesso in cui è arrivato il ricorso della difesa in Cassazione contro il verdetto emesso lo scorso 8 maggio dalla corte d'appello di Milano: in tal modo si accelerano i tempi verso la sentenza definitiva, scongiurando il rischio di intervento della prescrizione per tutti i capi d'accusa. Il processo arriverà dunque a sentenza grazie all'udienza fissata prima del previsto e dopo le rivelazioni del Corriere della Sera: il quotidiano di via Solferino ha infatti rivelato la possibile scappatoia per l'ex premier prevedendo una possibile prescrizione nella condanna Mediaset a settembre 2013 per metà del reato, quella relativa ai fatti fino al 2002 grazie agli effetti della ex-Cirielli, una delle tante leggi ad personam varate dai governi Berlusconi. Per evitarlo, scrive il Corriere, la Suprema Corte dovrebbe anticipare i tempi ed affidare il procedimento alla sezione feriale della Cassazione.

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Detto, fatto. L'accelerazione del Palazzaccio scongiura la possibilità che Berlusconi scampi alla tanto temuta interdizione dai pubblici uffici, che dovrebbe scattare a fine 2013 con la conseguente perdita dello status di senatore e l’impossibilità di ricandidarsi. Il commento critico del legale del Cavaliere Coppi non si è fatto attendere: "Sono esterrefatto, non si è mai vista una cosa del genere, che determina un aggravio delle possibilità di difesa, perchè contavamo di avere più tempo per svolgere i nostri approfondimenti e ora noi difensori dovremo fare in 20 giorni quello che contavamo di fare con maggior respiro". Anche Niccolo Ghedini è intervenuto sulla questione con una nota ufficiale: "La fissazione dell'udienza nel processo Diritti Mediaset avanti la sezione feriale della Corte di Cassazione dopo un tempo eccezionalmente breve dalla conclusione del processo d'appello non ha precedenti, se non in casi rarissimi con imputati detenuti". Ma soprattutto, a protestare contro la celerità con cui è stata programmata l'udienza per il processo Mediaset sono i falchi del Pdl.

Lo stato maggiore del partito di Berlusconi si è subito mobilitato in difesa del leader. La voce più alta l'ha sollevata la pasionaria Daniela Santanchè: "Le parole dell'avvocato Coppi, per chi ancora avesse dei dubbi, sono la certezza che la giustizia non c'è per il presidente Silvio Berlusconi" ha dichiarato la deputata, che resta candidata alla vicepresidenza della Camera per il Pdl. E proprio ai colleghi di partito ha rivolto un appello alla mobilitazione in favore di Berlusconi: "Che cosa facciamo noi, come movimento politico? Aspettiamo ancora l'unica manifestazione che forse riusciremo a fare, e cioè quella di accompagnarlo in carcere? Non ci sto. Basta divisioni, basta perder tempo con tentennamenti e sofismi. Serve passare all'azione". Un appello all'unità che a quanto pare è stato subito raccolto, visto che in serata è prevista la partecipazione di Berlusconi alla alla riunione del gruppo dei deputati, come ha confermato il capogruppo alla Camera del Pdl Renato Brunetta.

Anche le reazioni degli altri esponenti di primo piano del partito non sono diverse nei toni e nei contenuti da quella della Santanchè. Sulla stessa lunghezza d'onda Sandro Bondi: "Siamo pronti a forme di resistenza non violenta" ha assicurato l'ex ministro. La senatrice Manuela Repetti, invece, si è spinta oltre con un improbabile paragone alla vicenda del colpo di stato egiziano che ha destituito il presidente Morsi: "Sembra inverosimile la notizia per cui la Cassazione avrebbe deciso di mettere l'udienza sui diritti Mediaset a fine luglio (...) tutto ciò che ha riguardato le inchieste giudiziarie su Berlusconi, per modalità e contenuti, è anomalo, come questo anticipo dell'udienza. Non so quanto il golpe egiziano sia lontano da quanto sta accadendo in Italia. Mi auguro che la Cassazione ristabilisca la giustizia".

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