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Processo Mills: il PM chiede 5 anni per Berlusconi

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Cinque anni di carcere per Silvio Berlusconi perchè "al di là di ogni ragionevole dubbio" è colpevole e perchè "un atto corruttivo di queste dimensioni, con cui di fatto sono stati ingannati due tribunali, mi pare assurdo non trovi giustizia". Queste le parole con cui il PM di Milano Fabio De Pasquale ha chiesto ieri ai giudici di condannare l'ex premier imputato per il caso Mills.

"Ha visto, i PM hanno chiesto per me 5 anni di carcere. Bene, pensavo mi volessero dare l'ergastolo..." [...] "Un PM di Milano ha chiesto per me 5 anni di galera, pensavo che il Milan mi ricompensasse con altrettanti gol e ci è andato vicino". Ha prima ironizzato Berlusconi, a margine della partita Milan-Arsenal allo stadio Meazza di Milano. Poi c'è andato giù pesante.

È una "persecuzione giudiziaria, un'operazione diffamazione senza limiti che ha fatto del Tribunale di Milano un tribunale speciale che vuole far fuori Berlusconi dalla politica e distruggerlo come persona". Così Silvio Berlusconi questa mattina al telefono con Belpietro su Canale 5.

"Tutte le prove dimostrano il contrario" - ha proseguito - "perchè mai avrei dovuto ringraziare e compensare un signore che proprio per le sue deposizioni è stato determinante per due condanne in primo grado; perchè - ha continuato - avrei dovuto pagare seicento milioni di dollari a chi aveva testimoniato contro di me, tutto questo fa a pugni con la logica e le stesse dichiarazioni di Mills." [...] "Sono stati ammessi solo i testimoni dell'accusa e fatti fuori quelli della difesa: più malagiustizia di così...".

Poi una sua lettera al Giornale: "Ho la coscienza di avere servito in questi anni con tutte le mie forze il mio Paese, e ne sono ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati di Milano che non ha eguali nella storia. Si vuole distruggere fino in fondo la mia immagine di uomo, di imprenditore e di politico. Solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada dell'impegno politico". E parla di "montatura giudiziaria" [...] "Io sono trattato come un criminale" [...] "Una riforma della giustizia è ormai necessaria: lo vedono anche i ciechi".

In difesa di Silvio è arrivata subito Mara Carfagna: "Le notizie che vengono dal Tribunale di Milano dimostrano che non è finito l'inaccettabile accanimento contro Silvio Berlusconi" [...] "Il clima politico nuovo consiglierebbe a tutti di deporre le armi non convenzionali, ma, evidentemente, c'è chi non trova pace e continua ad utilizzare vecchi metodi già noti agli italiani".

Per chiudere, un insolito (visto il mittente) gesto a favore di Berlusconi (anche se di sponda): il monito del Capo dello Stato di ieri al Csm: Napolitano ha infatti detto ai magistrati di stare più zitti e di esternare di meno. E Silvio ringrazia: "Il capo dello Stato ha fatto bene, io ho la coscienza di aver servito in questi mesi il mio Paese e sono stato ripagato con l'accanimento dalla magistratura".

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