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Processo Ruby: "Avrebbe potuto chiamare Berlusconi"

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Ripartito da poco il processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi (reati contestati: concussione e prostituzione minorile), ecco le prime indiscrezioni dall'aula del tribunale di Milano.

Ricordate? La notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 la giovane (e minorenne) Karima El Mahroug scappava dall'appartamento in cui era ospite con 3000 euro e diversi gioielli. Denunciata e avvistata in Corso Buenos Aires, veniva condotta in commissariato e qui, dopo l'ormai epico tira e molla tra PM e Palazzo Chigi, veniva affidata a Nicole Minetti e rilasciata in quanto nipote di Mubarak.

Una settimana dopo, il 6 giugno, la giovane tornava in Questura a seguito di una rissa con Michelle Conceicao. Questa volta però, a quanto emerso oggi, Ruby non chiamò "il Presidente" ma "avrebbe potuto".

"Ruby mi disse che avrebbe potuto chiamare il Presidente per chiedergli aiuto". Ha raccontato in aula oggi a Milano l'agente Antonio Leanza, uno dei poliziotti che intervennero verso le 6 di mattina in via Villoresi per una lite tra la marocchina minorenne e la sua amica-padrona di casa Michelle Conceicao.

Laenza afferma che, quando portò Karima alla clinica De Marchi, la ragazza in stato di agitazione e di difficoltà gli confidò di "una certa sua conoscenza con un certo Presidente, una persona importante". Gli disse che "lo avrebbe potuto chiamare per un aiuto".

Durante il resoconto dell'intervento finalizzato a sedare la lite tra Ruby e Michelle, il Poliziotto ha precisato:

"Ad aprirci la porta è stata la minore che era praticamente nuda, aveva un perizoma. Le due ragazze si accusavano di essere prostitute. In particolare Karima rinfacciava all'altra di esserle stata affidata. A noi raccontò di essere minorenne e marocchina".

Diversa la versione di Michelle Conceicao, sempre secondo Laenza, che raccontò "di non essere lei l'affidataria ma una sua amica. Un persona importante, in vista" [...] "Quella mattina il pm dei Minori di turni disse "di affidarla ai medici, di impedirle contatti con terzi, e di individuare dopo una struttura di accoglienza. In particolare il PM ci comunicò di non riaffidarla alla signora Minetti e questo mi sembrò normale".

Inoltre, sempre secondo la recente deposizione dell'agente, la ragazza marocchina gli aveva spiegato che la Conceicao la costringeva non a rapporti sessuali ma "a pratiche sessuali con i suoi clienti", come "spogliarsi e farsi toccare da loro".

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