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Processo Ruby bis, Silvia Trevaini: "Bonifici da Berlusconi per 800mila euro"

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Nuova udienza del processo Ruby bis in cui sono imputati Lele Mora, Nicole Minetti e Emilio Fede con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione, anche minorile in riferimento alle serate di Arcore: davanti ai magistrati hanno deposto la showgirl Aida Yespica, l'ex valletta ora giornalista Mediaset Silvia Trevaini e la modella Raissa Skorkina. Il procedimento giudiziario rappresenta il secondo filone del processo contro Berlusconi, in cui l'ex premier è imputato per concussione e prostituzione minorile.

Silvia Trevaini: le foto

Interrogata dai Pm, l'ex soubrette del Bagaglino Aida Yespica ha ricordato una delle serate in cui è stata ospite nella villa del Cavaliere: nell'aprile 2010, al termine di una cena con Berlusconi e altre ragazze, la Yespica ha incontrato una ragazza che le ha chiesto di posare insieme per una foto. Solo dopo, attraverso i giornali, la showgirl si è accorta che la ragazza in questione era Ruby: "Me lo ha chiesto lei di fare una foto insieme dopo avermi detto che era bellissima" ha spiegato, ricordando di averla incontrata "nella sala che voi chiamate del Bunga bunga". Per quanto riguarda le serate a casa dell'ex premier, la Yespica he ha definite normali e "senza spogliarelli".

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In aula è stata interrogata anche la giornalista di Mediaset Silvia Trevaini: negli ultimi due anni sul suo conto sono arrivati bonifici per 810.000 euro, più una macchina Audi in regalo e una specie di risarcimento mensile da 2.500 euro da un anno a questa parte. Il tutto si aggiunge allo stipendio che la giornalista riceve da Mediaset e che ammonta a "2.500-3.000 al mese". Una marea di denaro che proviene da Silvio Berlusconi: il primo "extra mensile" la Trevaini se lo è trovato sul conto nel febbraio 2012, senza "che me lo aspettassi". Al pm che le ha chiesto la motivazione di quel denaro, l'ex valletta ha spiegato che lo riceve "come risarcimento della mia immagine. Ho avuto danni molto seri all’interno della mia azienda". Insomma, trattasi dei benefit che il Cavaliere versa anche ad altre testimoni del processo Ruby sostenendo che queste ragazze siano state danneggiate dal coinvolgimento nella vicenda giudiziaria.

Interrogata dal pm Sangermano, la Trevaini ha ripercorso la sua conoscenza con Berlusconi, nata in Sardegna nei primi anni 2000, quando a partecipato "a pranzi e cene familiari, conosco i figli di Berlusconi e il fratello Paolo". Nel 2005 entra in Mediaset, prima come valletta, poi come gornalista di Studio aperto e Tg5; oggi ha un contratto a tempo indeterminato con Tgcom24. Gli oltre 800mila euro versati da Berlusconi in suo favore sono serviti a comprare due case, oltre all’acquisto di un'Audi Tt nel 2009: "C’è sempre stato un rapporto affettivo tra me e lui e parlando di alcune mie esigenze si è permesso di farmi queste regalie". Sulle serate di Arcore la Trevaini conferma la versione ufficiale del Cavaliere: "Erano solo cene e io sono sempre andata via con la mia macchina (...) Cos’ho pensato quando ho visto ad Arcore la Minetti in costume? Che ognuno è libero di fare quello che vuole". Nessuna implicazione erotica nelle serate organizzate a casa di Berlusconi, che si svolgevano tranquillamente: "A cena ci si confrontava su temi di attualità, dopo si scendeva in taverna dove le ragazze ballavano in gruppo e facevamo degli spettacoli normalissimi, tipo Bagaglino, con costumi di scena e autoironia (...) Non c’erano atteggiamenti di natura sessuale".

Di tutt'altro tenore la testimonianza della modella russa Raissa Skorkina, un'altra delle ragazze presenti alle serate di Arcore che spiega come il Cavaliere temesse di essere spiato: "Silvio mi ha detto 'siamo intercettati, non dire soldi dì benzina". Anche a lei Berlusconi versa il generoso bonifico mensile dal settembre 2012 ("Certo che lo ricevo, mi arriva un bonifico da Berlusconi, è di 3.000 euro al mese, da quando è cominciato il processo") e addirittura racconta che, al momento della loro conoscenza, il Cavaliere si era offerto di ricoprirla di soldi tanto da permettersi di non lavorare più: "Silvio mi ha detto 'smetti di lavorare, non ti devi mettere in mostra, io sarò il tuo angioletto".

Anche gli avvocati della difesa hanno rinunciato a sentire Karima El Mahroug come testimone, come già aveva fatto la Procura. L’udienza è rinviata al 22 marzo.

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