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Processo Ruby, Boccassini chiede 6 anni. Berlusconi: "Falsità e odio, povera Italia"

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Sei anni di carcere e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici: il pubblico ministero Ilda Boccassini ha formulato in questi termini la richiesta di condanna per Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Ruby, che vede il Cavaliere imputato per concussione e favoreggiamento della prostitutione, anche minorile. La richiesta è stata formulata al termine della requisitoria conclusiva, seguita a quella del pm Sangermano di tre settimane fa, durante la quale la Boccassini è incorsa anche in un curioso lapsus nell'esprimere la posizione della pubblica accusa: "Lo condanna a sei anni..." ha detto, per poi correggersi con la formula esatta "Chiede la condanna".

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Nella sua lunghissima requisitoria, durata oltre 4 ore, il procuratore aggiunto di Milano ha affermato con assoluta certezza l'evidenza "che Ruby si prostituisse" e che la ragazza "fece sesso con Berlusconi" pur essendo il Cavaliere perfettamente a conoscenza della sua minore età. Quella della Boccassini è stata una dettagliata ricostruzione della vicenda processuale, iniziata con un ritratto di Ruby Rubacuori, alias Karima El Marough, e delle altre partecipanti alle feste di Arcore, così come del ruolo cruciale degli organizzatori Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione nel processo parallelo Ruby-bis), per poi passare alla rievocazione puntuale di tutti i fatti avvenuti nella notte in cui Ruby finì in Questura e fu affidata alla Minetti dopo le "pressioni" di Berlusconi che con una "bufala colossale" la spacciava per la nipote di Mubarak. Il tutto avallato dalle numerose intercettazioni telefoniche e dal fatto che molte testimonianze a favore dell'imputato non sono da considerarsi veritiere: "Le persone che sono state sentite sono a libro paga di Silvio Berlusconi" e "sono state prostitute", ha dichiarato la Boccassini, come la stessa Ruby che avrebbe "ricevuto benefici" da Berlusconi per "oltre 4,5 milioni di euro" in cambio di sesso.

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Un quadro minuzioso, nella requisitoria fiume del pm, di tutti gli elementi che concorrono a rappresentare quel "sistema prostitutivo per il soddisfacimento del piacere sessuale di Silvio Berlusconi" realizzato ad Arcore attraverso le famose "cene eleganti". Per questo la pubblica accusa chiede 5 anni per il reato di concussione e 1 per quello di prostituzione minorile, senza concessione delle attenuanti generiche e con la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici che metterebbe fuorigioco Berlusconi rispetto alla vita politica del Paese. La parola ora passa alla difesa con le arringhe previste il 3 giugno, mentre la sentenza dovrebbe arrivare il 24.

All'affondo della Boccassini l'imputato Berlusconi ha risposto con una breve nota: "Non mi è stato possibile ascoltare la requisitoria. Ho letto le agenzie. Che devo dire? Teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall'odio, tutto contro l'evidenza, al di là dell'immaginabile e del ridicolo. Ma tutto è consentito sotto lo scudo di una toga. Povera italia!". Niccolò Ghedini, che in aula ha avuto anche un duro scontro con la Boccassini sulla questione dei testimoni che percepiscono denaro dall'imputato, ha assicurato che la richiesta di condanna non provocherà contraccolpi su piano politico: "Non c'è nessun problema e nessun collegamento tra le sentenze e il governo". Poi ha commentato la richiesta di condanna ("Molto alta, altissima se rapportata al fatto storico contestato") e ha risposto alla Boccassini che aveva lamentato un'invasione di campo da parte della politica con la marcia dei parlamentati Pdl sul Tribunale di Milano lo scorso marzo: "Il palazzo di Giustizia è un luogo aperto al pubblico e non c'è stata nessuna invasione o forma di violenza e non c'è nulla di strano, anzi è un diritto anche per i parlamentari assistere a un'udienza".

Durissime le voci che si sono sollevate dallo stato maggiore del Pdl, tutte all'insegna della "persecuzione giudiziaria" e della "magistratura militante". Se Brunetta ha parlato di "processo farsa" e Capezzone ha accusato la Boccassini di aver formulato una richiesta spropositata, assurda e surreale", il giudizio più sferzante lo ha riservato l'ex capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: "E mai possibile che questi cultori così appassionati e talora spesso così fanatici dell'uso politico della giustizia vogliano basare la loro intenzione di rivoluzionare la vita politica italiana attraverso l'assassinio per via mediatico-giudiziaria del leader del centrodestra per il quale hanno votato oltre 9milioni di italiani, fondando tutta l'operazione sulla per nulla provata ipotesi che egli abbia compiuto qualche atto sessuale con Karima El Mahroung?".

E mentre stentano a farsi largo le reazioni da parte del Pd, che oggi insieme a Berlusconi ha dato vita ad un governo di larghe intese, la magistratura si difende dagli attacchi del Pdl. Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, in risposta agli attacchi di Berlusconi e di altri esponenti del suo partito, ha diffuso una nota spiegando che la Procura "non è intervenuta e non interverrà" su polemiche definite "pretestuose": "Il luogo del processo, come vuole il codice e la regola di civiltà e democrazia è l'Aula di giustizia nella dialettica tra accusa e difesa davanti al giudice".

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