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Tunisia, continua lo scontro nonostante le promesse di Ben Ali

Ieri il presidente tunisino, Zin el-Abidin Ben Ali, ha annunciato: 'Ho ordinato di abbassare i prezzi e ho ordinato alla polizia di non usare più le armi. Ho capito quali sono le vostre richieste e vi prometto profondi cambiamenti, più libertà di stampa e nessuna censura ad internet. Avremo una società realmente democratica e maggiormente pluralista'. E ha aggiunto: 'La violenza non ci appartiene e non permetterò che ci saranno altri spargimenti di sangue. Ho ordinato al ministro dell'Interno di porre fine alla violenza e di non sparare più'.

Le promesse di Ben Ali arrivano dopo i sanguinosi scontri che si sono registrati in Tunisia, dove ormai da giorni è in atto la cosiddetta 'guerra del pane'. La popolazione manifesta contro la disoccupazione e il carovita e alle proteste le forze dell'ordine hanno risposto con colpi di arma da fuoco.

La protesta tunisina, il video

Le immagini degli scontri che da giorni si susseguono in Tunisia

Ma nonostante le parole del presidente Ben Ali la situazione non è ancora tornata alla normalità. Secondo quanto riferito da alcuni giornalisti che si trovano sul posto, oggi sono stati uditi spari di armi da fuoco nei pressi del Ministero dell'Interno a Tunisi dove è in corso una manifestazione. Fonti ospedaliere hanno poi riferito che il bilancio delle vittime delle proteste ieri a sera a Tunisi e dintorni è di 13 morti.

A quanto pare, inoltre, l'ambasciatore della Tunisia all'Unesco ha presentato le sue dimissioni al presidente Ben Ali dopo averlo a lungo 'supplicato' di 'mettere fine al bagno di sangue' contro i manifestanti.

 (foto © LaPresse)

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