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Proteste del Movimento Cinque Stelle, Laura Boldrini: "Polemiche inutili e immature"

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Al Movimento Cinque Stelle la convocazione alla Camera di oggi non è proprio andata giù, nonostante Laura Boldrini abbia assicurato e poi dimostrato la propria presenza in aula. Al centro delle polemiche il fatto che la convocazione sia stata fatta per un incontro di soli due minuti: il tempo necessario, secondo la Boldrini, per incardinare il decreto contro il femminicidio.

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Sarà stato il periodo estivo, sarà stata la brevità della seduta, ma in effetti la convocazione sembra non aver sortito l'effetto desiderato: nonostante l'importanza e la gravità del tema affrontato, la seduta di oggi si è aperta di fronte ad appena un centinaio di deputati, tra i quali non sono mancati, e non hanno mancato di farsi sentire, i deputati del Movimento Cinque Stelle.

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Il Movimento aveva già espresso, nei giorni passati, il dissenso generale nei confronti di questa convocazione straordinaria, per poi ribadirlo in corso d'opera tramite le parole del deputato Danilo Toninelli, che ha di nuovo richiesto “l’effettiva e non simbolica ripresa dei lavori parlamentari, per affrontare eventuali pregiudiziali al testo del decreto già durante questo mese. Il deputato ha sottolineato la necessità della ripresa ufficiale dei lavori, perchè l'incardinamento di un provvedimento comporta “come conseguenze che le commissioni vengano convocate e che abbiano inizio i lavori, per permettere di portare a conclusione l’esame del decreto nei 60 giorni previsti”.

Resta invece ferma sulle sue posizioni Laura Boldrini, che ha sottolineato la legittimità della convocazione straordinaria: "Questa seduta è un adempimento espressamente dettato dalla Costituzione o meglio un vero e proprio obbligo costituzionale. Le polemiche sono artificiose e strumentali". Parole ancor più dure e decise sono state rivolte invece al deputato Walter Rizzetto, che aveva accusato la Boldrini di aver provocato uno spreco di circa 200mila euro per la convocazione odierna: “Mi dispiace che il livello sia questo. E’ un atto costituzionalmente dovuto. Se non lo avessimo fatto, avremmo violato la Costituzione. Mi spiace che si ricorra a questi espedienti. Non è segno di maturità. Lo ha capito che essere qui è un obbligo dettato dalla Costituzione? Di quali sprechi parlate?”.

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