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Putin chiede a Turchia "scuse ufficiali" per jet abbattuto, Erdogan replica: "Russia non scherzi col fuoco"

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Non proprio uno scambio di cortesie, quello avvenuto nelle ultime ore tra Vladimir Putin e Tayyip Erdogan, a tre giorni dall’incidente diplomatico causato dall’abbattimento di un jet russo nei pressi del confine che separa Turchia e Siria.

Escalation tra Russia e NATO dopo l'incidente al caccia russo in Siria

Di oggi la notizia del rifiuto di un colloquio telefonico con Ankara da parte del presidente della Russia, fermo sulla richiesta di scuse ufficiali della controparte per il grave episodio verificatosi nei cieli di Latakia, in un’area di sorvolo degli aerei in missione contro l’Isis.

Il no di Putin al confronto ha indotto Erdogan a inasprire i toni di una contesa diplomatica senza precedenti: “Cortesemente chiediamo a Mosca di non scherzare col fuoco” il secco e categorico commento del presidente turco all’esplicito atto di ostilità ricevuto da quello che fino a poco tempo fa veniva considerato “partner strategico” di Ankara.

(Mosca e Damasco rilanciano pesanti accuse contro Ankara: "Turchia sostiene Isis")

“Chi ha ucciso il pilota sparandogli mentre si catapultava col paracadute per poi umiliarne il corpo è un criminale terrorista ha rincarato la dose senza giri di parole il ministro degli Esteri del Cremlino Sergei Lavrov, comunque favorevole ad un incontro chiarificatore col collega Mevlut Cavusoglu in tempi brevi, probabilmente a Belgrado come filtrato dalle rispettive diplomazie a fine mattinata.

Sullo sfondo, evidente risulta la contrapposizione della Nato al Paese che sotto la guida di Vladimir Putin è tornato a recitare un ruolo da protagonista diretto negli scenari mediorientali e lo spettro di una nuova “guerra fredda” sembra voler riapparire adesso, a 20 anni dalla caduta del blocco ex sovietico.

Il caso del jet abbattuto a Latakia rischia inoltre di rimettere in discussione l’alleanza in chiave anti-Califfato delle principali potenze, dalla Francia agli Usa passando per Russia e Gran Bretagna, costruita e rinsaldata nelle ultime settimane anche sull’onda emotiva dei recenti attentati terroristici delle cellule dell’Isis sparse in tutto il mondo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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