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Quirinale, Antonio Martino candidato del centrodestra. Asse Renzi-Berlusconi su Italicum, caos Pd

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La partita per il Quirinale, a pochi giorni dal rush finale del voto a Camere in seduta comune, si gioca su almeno due tavoli, uno in casa Pd e l'altro dentro Forza Italia, con forti rischi di rottura per divisioni interne dei due partiti vincolati dal patto del Nazareno.

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Dal cilindro dell'ex Cavaliere, in nome di una possibile “unità dei moderati” e della più volte auspicata apertura ai vecchi alleati Alfano e Casini, spunta in queste ore il nome di Antonio Martino, storico esponente forzista, ministro degli Esteri nel 1994/1995 e della Difesa qualche anno dopo, ai tempi dei governi targati Berlusconi.

Candidato ufficialmente alla presidenza della Repubblica con tanto di investitura “dall'alto” del leader, il diretto interessato ha manifestato però un iniziale distacco dai suoi autorevoli sponsor, raccogliendo comunque il consenso di larghe fasce dell'antico schieramento di centrodestra, fatta eccezione per la Lega Nord di Salvini.

Matteo Renzi e il capo carismatico di Forza Italia hanno nei giorni scorsi perfezionato l'accordo già stipulato l'anno scorso per la legge elettorale, il riconfermato Italicum coi capilista bloccati, ma all'interno delle principali forze parlamentari delle opposte coalizioni si registrano crescenti fibrillazioni, ai limiti del terremoto politico.

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In tale contesto, il punto di non ritorno per la sinistra Pd è rappresentato dalla votazione sul cosiddetto Supercanguro, strumento di semplificazione ideato dal senatore di area renziana Esposito per abbattere, attraverso la cancellazione in automatico di ben 35mila emendamenti, i tempi per l'approvazione della nuova legge elettorale.

La ribellione dei dissidenti, sia democratici che forzisti, dopo l'ennesimo strappo suggellato dalla bocciatura delle proposte di modifica all'Italicum del bersaniano Gotor, è stata poco più che simbolica, dal punto di vista strettamente numerico, ma politicamente il quadro va scivolando verso una sorta di guerra aperta alla riedizione del patto del Nazareno da parte delle minoranze, in Parlamento e nelle direzioni dei partiti coinvolti nella corsa al Colle.

“La maggioranza di centrosinistra non c'è più, siamo noi a garantire il sostegno a Renzi hanno sottolineato ancora una volta autorevoli esponenti del centrodestra berlusconiano, rigirando il coltello nella profonda piaga delle divisioni interne al Partito Democratico.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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