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Quirinale, consultazioni: Pd ringrazia Monti, Pdl chiede neutralità


Update ore 18.54
In serata Mario Monti si è recato al Quirinale per sottoporre alla firma di Giorgio Napolitano il decreto di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Su proposta del presidente del Consiglio e del ministro degli Interni il voto sarà dunque domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013. La prima riunione delle nuove camere, invece, è fissata per il 15 marzo 2013.

Dopo scioglimento Camere, Napolitano approva data voto: 24-25 febbraio 2013


Update ore 17.03
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sciolto il Parlamento. "Lo scioglimento delle Camere è la conclusione prevista e segnata dai fatti", ha dichiarato il Capo dello Stato, aggiungendo che "siamo all'epilogo di questa legislatura un po' prima della scadenza naturale". Napolitano ha quindi escluso un suo discorso alla Nazione come scritto da "qualche giornale", spiegando che per parlare di quello che "è accaduto e che attende il Paese", "prassi consolidata è che il Presidente un messaggio lo rivolga a reti unificate la sera del 31 dicembre". Il Capo dello Stato ha voluto precisare che "non esisteva alcuno spazio per sviluppi in sede parlamentare", poi si è rivolto ai partiti auspicando "una campagna elettorale misurata e costruttiva" e a proposito della richiesta di terzietà di Mario Monti in campagna elettorale espressa dal Pdl ha concluso dicendo di "aver preso nota della preoccupazione" e che avrà cura di trasmetterla al presidente del Consiglio.

Dopo aver "preso nota" ieri sera delle dimissioni di Mario Monti, oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha effettuato le consultazioni con i presidenti dei due rami del Parlamento e i vertici dei diversi gruppi. Si è trattato di una serie di incontri lampo, durante i quali i rappresentanti chiamati dal Capo dello Stato hanno espresso la propria valutazione su quanto fatto dal governo tecnico e preso posizione in vista della nuova legislatura.

Cicchitto e Gasparri: "Monti sia neutrale"

I primi a salire al Colle sono stati Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, rispettivamente presidenti dei gruppi Pdl al Senato e alla Camera. Gasparri ha auspicato che "il governo mantenga il profilo di terzietà con cui è nato", e Cichitto gli ha fatto eco dicendo che "andando a elezioni con un governo non eletto, ma tecnico, Mario Monti dovrà tenere la sua collocazione fuori dalle parti". Cicchitto ha quindi voluto sottolineare in merito alle dimissioni del premier che il Pdl ha "espresso rilievi di merito e non una mozione di sfiducia" ed è poi stato "il presidente del Consiglio a trarre le conseguenze e a fare le sue valutazioni".

Subito dopo è stata la volta di Anna Finocchiaro e Dario Franceschini. Il presidente del Pd alla Camera ha ribadito che il Partito Democratico, come dichiarato "da subito", ha "sostenuto lealmente l'esecutivo tecnico" fino "all'ultimo giorno della legislatura, sempre correggendo le singole scelte nel senso della giustizia sociale, dell'uguaglianza e della tutela delle fasce deboli", concludendo che però ora è tempo di una "seconda fase", fatta di "politiche progressiste, riformiste, basate su un principo semplice: chi ha di più deve mettere di più chi ha di meno deve mettere di meno".

Poi è toccato all'UDC e mentre Gian Luca Galletti ribadiva a Napolitando l'impegno del partito a "continuare il lavoro del governo Monti", per "non vanificare gli sforzi dei cittadini", da Napoli Pierferdinando Casini ha attaccato Silvio Berlusconi, affermando che il Cavaliere "sa già di perdere ed è sceso in campo per altre ragioni, non per vincere" e dichiarando che l'UDC farà liste rinnovate "senza guardare in faccia a nessuno". "Al Senato saremo determinanti", ha quindi concluso Casini.

Il Terzo Polo, rappresentato da Francesco Rutelli e Benedetto Della Vedova ha sostanzialmente confermato quanto espresso dell'UDC, ringraziando Napolitano "per il suo comportamento ineccepibile" e chiedendo che "il nuovo governo non tradisca l'agenda Monti", mentre la Lega Nord, dopo avere rimarcato che la legislatura tecnica "ha causato parecchi problemi al paese" e che le dimissioni di Monti sono "una buona notizia per tutti i cittadini per Natale", ha detto di essere favorevole al voto il 24 febbraio.

Ringraziamenti a Napolitano e richieste di terzietà a Monti sono arrivati anche da Popolo e Territorio - "Abbiamo espresso apprezzamento per quello che la presidenza sta svolgendo. Auspichiamo che si mantenga il ruolo di terzietà del governo - mentre l'Idv ha polemizzato sulla scelta del premier di non riferire delle sue dimissioni al Parlamento e il neonato gruppo del Centrodestra Nazionale ha dichiarato che "se Monti decide di candidarsi, forse sarebbe opportuno che il Capo dello Stato individui una altra personalità che guidi l'esecutivo in questa delicata fase", esprimendo altresì "rammarico per la fretta con cui si sono svolte le consultazioni".

La tornata di consultazioni è stata conclusa dal Gruppo Misto, che ha espresso a Napolitano "apprezzamento per tutto quello che ha fatto". Oggi pomeriggio saliranno al Colle Gianfranco Gini e Renato Schifani, i presidenti di Camera e Senato, quindi, dopo avere parlato anche con loro, il Capo dello Stato firmerà il decreto di scioglimento delle Camere e dopo farà un breve discorso.

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