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Quirinale, Renzi lancia Chiamparino. Lombardi (M5S): "Anche Prodi tra i nostri candidati"

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Il sindaco di Firenze Matteo Renzi gioca la sua carta per il Quirinale: si tratta di Sergio Chiamparino, presidente della Fondazione Intesa San Paolo ed ex sindaco di Torino. Arrivato a Roma per incontrare i grandi elettori renziani, che nei primi due scrutini hanno spaccato il Pd rifiutando di votare Franco Marini, Renzi ha spiegato le motivazioni di questa scelta: "Con molta serenità c'è da scegliere il Presidente per l'Italia del 2020, non del 2013. E noi vinciamo se domani avremo scelto il Presidente dell'Italia per i prossimi sette anni. L'obbiettivo non era battere oggi Marini ma far scegliere domani un presidente per l'Italia dei prossimi sette anni...".

#OccupyPd: i Giovani Democratici occupano le sedi di partito in tutta Italia

Il rottammatore del Pd si è augurato che la "spaccatura" interna al Pd si ricomponga in vista della terza e quarta votazione. Ai cronisti, che al suo arrivo in treno a Roma gli hanno chiesto un parere sui nomi dei possibili nuovi candidati del Pd (Massimo D'Alema, Giuliano Amato, Romano Prodi), il sindaco non ha risposto. Ma il vertice notturno con i 'giovani' del Partito democratico ha dato i suoi frutti: Renzi e i suoi hanno discusso sui nomi da presentare all'assemblea dei gruppi del partito e contrapporli all'ipotesi di primarie rilanciata oggi da Bersani dopo il flop della candidatura di Marini. E le proposte sono venute fuori.

#OccupyPd: le foto su Twitter

Il primo nome su cui puntare contro le nomenclature di partito è appunto quello di Sergio Chiamparino. L'ex sindaco di Torino ha rappresentato plasticamente il dissenso dei renziani nel Pd, ottenendo 41 voti nel primo scrutinio e 90 nel secondo. L'alternativa è quella del Presidente del Senato Piero Grasso, che ha già ottenuto alcuni voto da parte degli eletti 5 Stelle in occasione della sua elezione alla Presidenza del Senato e raccoglie attestati di stima anche presso esponenti Pdl.

Intanto sembra che il Pd sia orientato su due nomi in particolare: archiviato il flop di Marini, l'ipotesi Stefano Rodotà non sarebbe stata presa in considerazione nemmeno questa volta, nonostante le proteste dei militanti che in tutta Italia hanno occupato le sedi del partito. Piuttosto, Bersani potrebbe giocare le carte D'Alema e Prodi, come anticipato anche da Pippo Civati ad Otto e mezzo su La7. E proprio sul nome dell'ex premier Romano Prodi arriva anche l'apertura del Movimento 5 Stelle. Il primo candidato resta Rodotà, ma la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi non esclude l'ipotesi del Professore, ricordando che figura tra i nomi emersi dalle Quirinarie: "Già che rientra nella rosa di nomi votati dal nostro elettorato alle Quirinarie sarebbe una gran cosa - ha spiegato ai microfoni di Fanpage.it - anche se noi siamo compatti sul nome di Stefano Rodotà, perchè i nostri elettori ci hanno dato una precisa indicazione".

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