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Quota 96, ultimissime notizie: no del governo Renzi al pensionamento di 4mila insegnanti

Il governo torna sui suoi passi e sposa la linea del commissario alla spending review Carlo Cottarelli in tema di “quota 96” per il pensionamento anticipato dei dipendenti pubblici.

Pensioni e tasse, riforme all'insegna del "rigore" anche nel 2014

Destinato a cambiare, dopo questo cambio di linea dell’esecutivo, il Dl Madia che introduceva alcune finestre per l’uscita dal lavoro di circa 4mila insegnanti favorendo il turnover coi nuovi assunti ed in generale un progressivo “svecchiamento” della categoria.

Decisivi, per questa inversione di rotta di Renzi e colleghi, gli appunti della Ragioneria Generale dello Stato in merito alle incomplete coperture economiche a sostegno della misura messa in cantiere qualche settimana fa dal ministro della Pubblica Amministrazione.

Niente tetto di 68 anni, in virtù dei quattro emendamenti appena prodotti dal governo a correzione del precedente orientamento, per professori universitari e medici chiamati a cedere il posto anticipatamente, mentre per adesso non verranno messe in discussione le soglie relative ad altri rami del lavoro statale, ferme a 62 anni.

Saltano così le prospettive di abbandono del servizio di migliaia di docenti, finora bloccati dalla riforma Fornero per via dei drastici cambiamenti introdotti nel 2012 sulla cosiddetta quota 96 per i dipendenti pubblici.

(Quota 96, lavoratori della scuola si mobilitano per il diritto alla pensione)

La stretta, sembra di poter capire dalle dichiarazioni preliminari alla presentazione degli emendamenti soppressivi di alcune norme del decreto firmato Marianna Madia, si è resa necessaria alla luce di una prospettiva di lungo termine che contempla la riduzione delle tasse iniziata col bonus fiscale degli 80 euro per i lavoratori con reddito medio-basso.

I cordoni della spesa, come sottolineato a suo tempo da Carlo Cottarelli nonostante i mugugni nella maggioranza a sostegno del premier Matteo Renzi, andranno tenuti rigorosamente sotto controllo da qui ai prossimi mesi, quando potrebbe tornare d’attualità il tema dei conti pubblici e delle eventuali manovre correttive per l’autunno.

Anche i fondi (qualche centinaio di milioni annui) per il prepensionamento degli statali, in tale ottica di spending review a tutto campo e ad oltranza, evidentemente non potevano che finire prima o poi nel calderone dei tagli.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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