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Raduno neonazista Milano, Pisapia: "Inaccettabile", ma Comune non può vietarlo

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Oltre 2 mila skinhead sono attesi questa sera a Rogoredo, alle porte di Milano, per un raduno neonazi che si annuncia come uno dei più grandi degli ultimi anni. Un happening che ha scatenato enormi polemiche e che ha visto il sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia, condannarlo in prima persona su Facebook. "Oggi alle porte di Milano si ripropone l'inaccettabile presenza di una manifestazione di chiaro stampo neo-nazista, fatto questa volta maggiormente grave e inquietante data la sua annunciata dimensione internazionale", ha scritto il primo cittadino sulla sua pagina ufficiale, aggiungendo che "Milano non può accettare che si svolgano né ora né in futuro iniziative che attingano al repertorio dell'intolleranza razziale e politica in qualsiasi forma esse si presentino".

Tuttavia, la netta presa di posizione di Pisapia non è bastata a calmare gli animi, con critiche e commenti durissimi, spesso dai toni molto accesi. Una raffica di post che ha indotto il sindaco a intervenire nuovamente, spiegando: "Le autorizzazioni o le azioni preventive sono per legge di competenza della Questura e Prefettura. L'Amministrazione non ha quindi potestà di intervento diretto, ma quanto riportato nello status è stato ribadito a tutti i livelli".

Ma Questura e Prefettura hanno le mani legate, perché la manifestazione è stata organizzata da privati in un capannone preso in affitto in via Vincenzo Toffetti 21, in zona Porto di Mare, e dunque non ha bisogno di essere autorizzata. Non sorda alla polemica montante, la Prefettura nel pomeriggio ha diffuso una nota in cui ha dichiarato che "non emerge per ora un profilo di ordine pubblico per vietare quella manifestazione", ribadendo comunque di avere preso "tutte le misure necessarie e predisposto i servizi di controlli".

Organizzato dalla Skinhouse di Milano "per sostenere le spese processuali del 1993 di Azione Skinhead" e consistente in un mega concerto di sette gruppi vicini al circuito neonazista internazionale di Stormfront e Blood & Honour, tra cui gli statunitensi Bully Booys, gli inglesi Brutal Attack e i milanesi Corona Ferrea e Adl 122, il raduno oltre che da Pisapia è stato condannato e ostaggiato anche da altri esponenti della scena politica, in primis Nichi Vendola ed Emanuele Fiano. Il leader di Sel su Twitter ha scritto: "Non consentire un'offesa alla città di Milano con il raduno #nazista: uno strappo ai principi della legalità democratica", mentre il presidente del forum Sicurezza e Difesa del Pd ha dichiarato: "Lunedì stesso depositerò un'interrogazione urgente per capire come mai vengano concessi i permessi per questo tipo d'iniziative", sottolineando che i testi dei gruppi presenti "propagandano il peggior razzismo e odio contro immigrati, gay ed ebrei" e che tali manifestazioni "si stanno moltiplicando senza sosta", tanto "con la partecipazione di band musicali che no".

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