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Rai per una notte, è trionfo per Santoro e company

Boom di contatti sul Web, di piazze piene e di volti incollati alla televisione ieri sera per assistere a Rai per una notte, la manifestazione condotta da Michele Santoro in diretta dal PalaDozza di Bologna contro la norma che vieta di parlare in Rai di politica durante l'ultima fase della campagna elettorale.

Luttazzi protagonista dello show, il video

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Una manifestazione che è diventata lo spunto per parlare di libertà di informazione, di parola, di giustizia politica e di censura con tanto di paragone tra Benito Mussolini e Silvio Berlusconi cui Santoro si è rivolto in apertura: 'per una telefonata', ha detto il conduttore, 'Nixon dovette dimettersi. Aveva ordinato di spiare i suoi avversari del partito democratico e una commissione del Senato, quando scoprì che le telefonate erano state registrate, disse di pubblicarle per sapere cosa è successo. Qui si è compiuto un delitto di grande gravità: interferenza politica sulla libertà di espressione'.

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Una serata in cui spettacolo e informazione si sono sapientemente fusi regalando al pubblico dei disinteressati del calcio e dei varietà da prima serata un sunto su cosa è, o dovrebbe essere, il giornalismo e su cosa è, o dovrebbe essere, la coscienza civile.

L'intervento di Marco Travaglio si è trasformato nella cronaca di quanto accaduto nelle ultime settimane mentre Morgan ha tenuto la sua particolare lezione su come la Rai stia cadendo a pezzi e Daniele Luttazzi ha regalato un monologo sessual-politico su Berlusconi e gli italiani.

Ad un certo punto della serata si è parlato di 120.000 utenti unici collegati nello stesso momento sul sito ufficiale di Rai per una notte e di ben 60.000 su Repubblica.it, con il massimo raggiunto quando sono state mandate in onda le intercettazioni delle telefonate del premier doppiate da alcuni attori.

Santoro, con Vauro, Travaglio e la redazione di Annozero ha concluso la manifestazione con un giuramento solenne coinvolgendo anche il pubblico e dichiarando: 'io Michele Santoro, noi pubblico di Annozero, giuriamo che la faremo sempre fuori dal vaso'.

Per poi uscire, tutti accompagnati dalla musica di Teresa De Sio, ballando e prendendo per mano le operaie dell’Omsa e della Renopress.

L'Espresso ha parlato di Rai per una notte come di 'un grande rito di liberazione collettiva' e come 'il battesimo di una nuova televisione: quella che non ha paura, quella che è forse normale in tutti i paesi dell'occidente, ma che da noi è diventato impossibile fare'.

Diversa la posizione di Silvio Berlusconi che commentando la decisione dell'Agcom di sanzionare Tg1 e Tg5 perché troppo sbilanciati verso il Pdl ha dichiarato che 'l'Autorità dovrebbe impegare le sue forze per sanzionare trasmissioni come quelle mandate in onda da Santoro che sono veramente inaccettabili, un obbrobrio incivile e barbaro che mette sotto accusa qualcuno accusato di tutto e di più senza la possibilità di difendersi'.

Interessante il commento di Vittorio Zambardino che oltre a specificare che Rai per una notte è stato qualcosa di più della semplice manifestazione contro la censura, sostiene che 'la cosa più probabile è che scoppi qualche scandalo e che si riprenda a discutere di regolare il web'.

Certamente per alcune piccole realtà del web trasmettere lo streaming di Rai per una notte ha voluto dire aumentare di molto, anche se per poche ore, il traffico generato e conteggiato ma per la Rete nella sua totalità, e allo stesso tempo per la televisione italiana, si è trattato di un modo per dare voce ad una serata-evento che in altro modo non sarebbe stata raccontata.

(foto ©Raiperunanotte.it)

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