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Immigrazione, la Ue boccia il reato di clandestinità

Il reato di clandestinità punibile con la reclusione previsto dalla legge italiana è stato bocciato dalla Corte di Giustizia del Lussemburgo. I giudici europei hanno spiegato che tale reato, introdotto nell'ordinamento italiano nel 2009 nell'ambito del 'pacchetto sicurezza', risulta essere in contrsto con la direttiva europea sui rimpatri degli irregolari.

Una sentenza quella dei giudici europei che non ha colto di sorpresa Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati. All'Ansa la Boldrini ha spiegato: 'La sentenza è coerente e in armonia con quanto già espresso dai giudici italiani. La Corte costituzionale e la Cassazione avevano già rilevato come punire con la detenzione il mancato allontanamento del migrante fosse una misura sproporzionata e inutile'.

'Insoddisfatto', invece, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che negli ultimi tempi si è più volte scontrato con le istituzioni comunitarie proprio in tema di immigrazione. Maroni ha affermato: 'Ci sono altri Paesi europei che prevedono il reato di clandestinità e non sono stati censurati'.

Il ministro ha poi spiegato: 'L'eliminazione del reato, accoppiata alla direttiva europea sui rimpatri, rischia di fatto di rendere impossibili le espulsioni, trasformandole solo in intimazione ad abbandonare il territorio nazionale entro sette giorni. Questo rende assolutamente inefficaci le politiche di contrasto all'immigrazione clandestina'. Aggiungendo: 'Noi vogliamo continuare con le espulsioni. Con la Tunisia, in particolare, funzionano bene. Sono oltre 600 i tunisini rimpatriati dal 5 aprile'. Maroni ha così fatto sapere di voler valutare nei prossimi giorni 'le conseguenze di questa sentenza e vedere come porvi rimedio'.

Il ministro, infine, ha voluto ancora una volta sottolineare la distanza che sembra esserci tra Italia ed Europa. 'L'Italia è in Europa - ha detto Maroni - occorre che le istituzioni europee si rendano conto che i problemi che ha l'Italia non solo solo suoi ma sono problemi che ha il resto dell'Europa. Se si rende più difficile l'espulsione dei clandestini non è un problema solo dell'Italia ma è un problema di tutta l'Europa'.

Ma quali le ragioni di questa sentenza? Secondo quanto spiegato in una nota diffusa dalla Corte di Giustizia del Lussemburgo, a porre in contrasto la legge italiana con la direttiva comunitaria è la reclusione con cui l'Italia punisce 'il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato a un ordine di lasciare il territorio nazionale'. E la reclusione prevista dalla legge italiana compromette la realizzazione dell'obiettivo della direttiva Ue 'di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali'.

I giudici europei hanno spiegato: 'Gli Stati membri non possono introdurre, al fine di ovviare all'insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all'allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione, solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare su detto territorio'.

In poche parole, la Corte ha voluto sottolineare che in tema di rimpatri gli Stati membri non possono applicare regole più severe di quelle previste dalle procedure della direttiva Ue.

La bocciatura comunitaria della legge italiana è stata commentata da diversi esponenti politici. Il governatore leghista del Veneto Luca Zaia ha parlato di una sentenza destabilizzante; il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri ha affermato che a sbagliare è l'Europa e non l'Italia; il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha detto che è necessario un decreto legge del governo che metta in ordine i meccanismi legati all'immigrazione extracomunitaria e neocomunitaria.

Nell'opposizione il leader Idv Antonio Di Pietro ha espresso una dura critica nei confronti della maggioranza e ha parlato di 'dittatura strisciante in cui vengono presi provvedimenti contro la Carta dei diritti dell'uomo'. Il presidente dei democratici Rosy Bindi ha affermato che sull'immigrazione le figuracce del governo italiano non finiscono mai; il leader Udc Pier Ferdinando Casini ha sottolineato che il governo fa provvedimenti per compiacere; il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro si è detta sollevata per il 'no' della Corte Ue alla reclusione per i clandestini prevista della legge italiana; il capogruppo di Fli alla Camera Benedetto Della Vedova ha afefrmato che 'ad essere stata bocciata è una norma demagogica e inefficiente'; secondo il capogruppo del Pd al Parlamento europeo David Sassoli la sentenza è 'una debacle in piena regola'.

 (foto © LaPresse)

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