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Reato di clandestinità, Berlusconi frena



Aggiornamento: "Sul tema del reato di clandestinità non ho fatto nessuna marcia indietro". Il premier conferma che quanto aveva detto ieri dopo l'incontro con Nicolas Sarkozy era la sua "opinione personale, già espressa nel dibattito precedente il varo dei provvedimenti e all'interno dello stesso Consiglio dei ministri". Berlusconi sottolinea, infatti, che fu proprio grazie al suo intervento che il reato di immigrazione clandestina è sparito dal decreto legge, per essere inserito nel disegno di legge che verrà sottoposto al vaglio del Parlamento. Il Cavaliere, quindi, attacca duramente quei quotidiani che oggi parlano di una sua "retromarcia". "Sono - accusa - in assoluta malafede. Hanno dimenticato le cose importanti che ho fatto ieri per l'immagine dell'Italia a livello internazionale".

"Penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato".

Queste le parole pronunciate ieri, nel corso della conferenza stampa congiunta con Sarkozy, da Silvio Berlusconi sul reato di clandestinità voluto dal suo Governo. E la Lega si scatena: "Ritengo che questa posizione rischi di deludere i milioni di persone che hanno votato per la nostra coalizione e che devono continuare ad avere piena fiducia nella nostra coerenza - dice Mario Borghezio - Rinunciare all'impostazione data dal ministro Maroni e dall'intero governo, dietro ai tentativi di intimidazione che sono arrivati soprattutto dall'estero, sarebbe un cedimento molto difficile da far comprendere ai nostri elettori i quali non sono razzisti e xenofobi, ma hanno le idee molto chiare su quale sia la causa maggiore dell'insicurezza nelle nostre città e nei nostri paesi".

Il Ministro Roberto Maroni si dichiara sorpreso delle parole del premier ("L'aggravante è nel decreto legge ed è già in vigore, il reato di clandestinità è nel ddl approvato due settimane fa dal Consiglio dei ministri all'unanimità, che porta come prima firma proprio quella di Berlusconi"), ricorda che sarà il Parlamento a discutere ("Noi abbiamo discusso prima della presentazione del pacchetto, poi in Consiglio dei ministri, abbiamo scelto la strada del ddl perché consente la discussione in Parlamento") e dice la sua: "Resto dell'idea che così come è strutturato, il reato di clandestinità assicura un processo rapido, in 15 giorni, con il provvedimento di espulsione giudicato dal magistrato. Questo è il metodo più efficace per espellere chi non ha diritto a restare, garantendo a chi viene espulso il rispetto della legge".

Sulle dichiarazioni di Berlusconi è intervenuto anche il leader del Pd Walter Veltroni: "Berlusconi, con le sue parole, cancella il reato di immigrazione clandestina. Dà ragione così a quanto ha detto l'opposizione, e alle altre voci critiche che si erano levate, e contemporaneamente dà torto a quanti nella sua maggioranza si erano intestarditi in questa formulazione".

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