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Red Tv, cassa integrazione per i suoi 14 lavoratori

Red Tv, voluta da Massimo D'Alema e battezzata il 4 novembre del 2008, è sul viale del tramonto. In seguito al cosiddetto 'decreto Milleproproghe', che prevede il taglio dei fondi dell'editoria per i media no profit, di partito o di cooperative, i 14 lavoratori del canale televisivo tematico dedicato principalmente all'informazione politica dalla prossima settimana saranno in cassa integrazione.

Attraverso il suo blog il vice direttore Mario Adinolfi ha fatto sentire la sua voce e ha denunciato la difficile situazione in cui versa il canale tv denunciando la latitanza di D'Alema. Adinolfi ha scritto: 'Questa è l'ultima settimana di lavoro a Red Tv, dalla prossima settimana tutti i lavoratori del canale satellitare fliglio di Nessuno Tv saranno in cassa integrazione, resterà acceso pro forma solo il segnale. Penso ai miei tredici colleghi assunti a tempo indeterminato, ma soprattutto ai quattro a tempo determinato già espulsi dal ciclo produttivo a gennaio e privi anche di strumenti di tutela. Si rincorrono progetti per una possibile riapertura più in là nel tempo, ma non ci spero granché. Meglio attrezzarsi per fare altro'.

Dopo aver dettagliatamente spiegato quanto avvenuto durante la trasformazione da Nessuno Tv a Red Tv e quanto sia cambiato Adinolfi ha sottolineato: 'Massimo D'Alema in questi giorni di difficoltà non si fa né sentire né vedere. Forse potrebbe passare, dire una parola a un gruppo di ragazze e ragazzi (quattordici dipendenti, quattro contrattualizzati senza tutele, almeno venticinque tra collaboratori e tecnici) che finiranno in mezzo a una strada. Ma, si sa, comunisti e preti sono i padroni peggiori. Di oltre novanta testate in difficoltà, la sua è l'unica che manda subito i dipendenti in cassa integrazione e rinuncia alla battaglia, alza la bandiera bianca sul fortino. Capisco che Veltroni non c'è più e dunque il giochino ha perso interesse, ma magari poteva dimostrarsi un po' più attaccato alla sua creatura e alle persone che l'hanno tenuta in piedi. Anche una dichiarazione pubblica, in queste settimane di lotta completamente mancata, dimostrerebbe che sa che il capitano non si defila dalla nave che affonda'.

Ieri, come si legge su la Reuters, il presidente della Società editrice Luciano Consoli ha precisato: 'In accordo coi lavoratori e con il sindacato, avevamo chiesto la cassa integrazione già a gennaio. In teoria l'abbiamo assegnata dal 15 febbraio, ma non l'abbiamo attuata perché abbiamo fiducia che la norma venga corretta'. Consoli ha poi sottolineato: 'Red tv non chiude. Siamo in uno stato di difficoltà perché viviamo del contributo, ma stiamo provando a resistere. Ci aspettiamo una correzione o un altro tipo di intervento. Il governo non può chiudere 96 testate'.

Nel fratetmpo sul sito web di Red Tv si legge: 'In questi giorni l'intera programmazione di Red Tv va in onda in forma ridotta, a causa delle modifiche alle norme sui contributi per l'editoria inserite nell'ultima legge finanziaria, con la cancellazione del cosiddetto 'diritto soggettivo'. In questo modo, se non si interverrà rapidamente, si costringeranno alla chiusura decine di organi di informazione, giornali, radio e televisioni come questa, che danno lavoro a più di 4500 persone tra giornalisti, poligrafici e personale amministrativo, oltre a offrire un contributo fondamentale al pluralismo dell'informazione'.

Foto: redtv.it

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