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Reddito di dignità in Puglia, Michele Emiliano promette: '600 euro al mese per 60mila cittadini'

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La risposta “dem” al cavallo di battaglia sul terreno delle politiche sociali del Movimento 5 Stelle porta la firma di Michele Emiliano, che da Governatore della Puglia ha lanciato nella sua regione l’idea del reddito di dignità a favore dei disoccupati: una misura dal valore complessivo di 350 milioni di euro distribuiti in 5 anni di legislatura, fino al 2020 quando il mandato della giunta a guida Pd avrà termine.

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Grillo mi ha chiesto di dimostrare ai suoi la differenza tra dire e fare. Spero di esserci riuscito” ha scritto ieri su Twitter l’ex magistrato di Bari, salutando l’approvazione della delibera regionale sui finanziamenti destinati al cosiddetto Red (acronimo non letterale del reddito di dignità sociale) come una “pietra miliare nel programma di governo” dell’amministrazione con la doverosa precisazione che non si tratterà di provvedimento assistenziale.

Se l’intervento promesso da Emiliano dovesse tradursi senza correzioni in legge, a circa 60mila cittadini residenti in Puglia saranno erogati 600 euro al mese per tutto il periodo necessario, non oltre i 12 mesi, all’eventuale inserimento lavorativo delle persone raggiunte dagli aiuti pubblici, previo “patto” tra Regione e diretto interessato per la frequenza obbligatoria di tirocini attivati ad hoc, pena la decadenza dal beneficio in questione.

(Puglia, l'amministrazione Emiliano annuncia il reddito di dignità sociale: video)

Il reddito di dignità sociale, si è premurato di assicurare il Governatore pugliese, gode di una copertura finanziaria garantita dai tecnici dell'amministrazione con risparmi sulla spesa che potrebbero intaccare, in tempi ragionevoli e senza strappi traumatici col recente passato, i fondi annualmente erogati dalla Regione ai giovani attraverso programmi specifici di finanziamento pubblico come “ritorno al futuro” risalenti alla giunta Vendola.

I destinatari dell’assegno mensile legato al Red, ha infine puntualizzato Michele Emiliano in sede di presentazione della misura, dovranno esibire la documentazione richiesta dall’assessorato competente per dimostrare di avere un reddito al di sotto della soglia di povertà, non superiore ai 3mila euro annui con regole “severe” per i trasgressori.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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