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Referendum acqua, il vescovo di Reggio Emilia: 'Votate sì'

Il vescovo della Diocesi di Reggio Emilia, monsignor Adriano Caprioli, si è schierato a favore dell'acqua pubblica, in vista del referendum del prossimo 12 e 13 giugno, e ha lanciato un appello a tutti i cittadini: 'Votate sì'. Una presa di posizione chiara e netta, che non lascia adito a dubbi.

Monsignor Adriano Caprioli ha spiegato: 'L'acqua è fonte di vita. Perciò essere proprietari dell'acqua significa essere proprietari della vita altrui'. La posizione del vescovo è dunque chiara. L'acqua non può essere privatizzata, deve rimanere un bene a disposizione di tutti. Il rischio che si corre, infatti, è che 'venga ad aumentare il divario nei confronti di poveri ed emarginati'.

Sottolineando il fatto che l'acqua deve restare pubblica, il vescovo ha detto: 'Chi la gestisce deve essere attento a non farne un oggetto di conflitto e i beni essenziali devono essere gestiti in modo solidale'. Monsignor Caprioli ha poi aggiunto: 'Il compito della chiesa è quello di formare rispetto a quelli che sono i valori da difendere. La globalizzazione fa crescere nuove forme di povertà e bisogna cercare di rendere i beni di prima necessità a portata di tutti'.

Ma il vescovo della Diocesi di Reggio Emilia non è il solo a battersi in difesa dell'acqua pubblica, accanto a lui anche don Emanuele Benatti, ex direttore del centro missionario e membro della rete interdiocesana, che raccoglie oltre 40 diocesi che hanno preso posizione contro la privatizzazione dell'acqua.

Don Benatti ha affermato: 'L'acqua non può essere una merce e noi stiamo con chi vuole difendere l'acqua pubblica. Se così non fosse si rischia di dare il via a guerre che sarebbero ancora più devastanti di quelle combattute per il petrolio'.

 (foto © LaPresse)

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