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Referendum Mirafiori, superato il quorum. Questa sera i risultati

Il referendum di Mirafiori è valido. Intorno a mezzogiorno è stato superato il quorum. Secondo quanto riferito dalla commissione elettorale al momento ha votato il 56 per cento degli aventi diritto al voto e in particolare 3.059, su 5431, lavoratori tra turno di notte e primo turno di questa mattina. Nella mattinata di oggi hanno votato in 2675, nella notte in 384.

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Fac-simile della scheda per il referendum di Mirafiori

Le immagini della fiaccolata organizzata dalla Fiom per dire 'no' all'accordo su Mirafiori

Da ieri i lavoratori dello stabilimento Fiat di Mirafiori sono impegnati nel voto per il referendum sull'accordo raggiunto da Fiat e sindacati, tranne la Fiom. Intervenendo a Radio Anch'io, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha detto che 'in caso di vittoria dei 'no' al referendum di Mirafiori, non è difficile prevedere una situazione sostanzialmente irreversibile il giorno dopo'.

Sacconi ha poi aggiunto: 'Se dovesse vincere il 'no' verrebbe sconfessato Marchionne, ma anche l'accordo e i suoi sottoscrittori che sono la maggioranza delle organizzazioni sindacali in Fiat. In questo modo verrebbe bruciato il tavolo negoziale. Non occorre molto per immaginare che bruciato quel tavolo e quei soggetti negoziali non è che si aprirà un tavolo capace di determinare ugualmente quell'investimento pur così decisivo per l'intera filiera dell'auto italiana che ha in Torino il suo cuore pulsante'.

I risultati finali sono attesi per la tarda serata di oggi. Dopo il turno di questa mattina, sarà quello del pomeriggio a completare il voto. Come si legge sul quotidiano La Repubblica, tra chi ha votato per il 'no', c'è chi dice: 'Non possiamo cancellare con le nostre mani decine di anni di conquiste e di diritti, sanciti dalle leggi e anche dalla Costituzione'. Mentre chi ha votato per il 'sì' afferma: 'Solo così, cambiando, possiamo attirare investimenti a Mirafiori e in Italia'.

Commentando i dati sull'affluenza, il responsabile auto della Fiom Giorgio Airaudo ha detto: 'Un'affluenza così elevata era inevitabile, del resto è la Fiat che sta organizzando il voto, dunque non ci stupisce. Discutere di percentuali non mi appassiona in modo particolare in questo caso perché penso che questo voto non sia né libero né legittimo. I lavoratori hanno dimostrato molto coraggio ora voteranno secondo le loro possibilità'.

Sul referendum così si è espresso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: 'Appoggiamo Marchionne e le sigle sindacali che hanno forte senso di responsabilità nazionale. A Berlino non ho detto che è giusto che la Fiat vada via, ho solo detto che se dovesse vincere il 'no' per gli imprenditori sarebbe difficile trovare motivazioni per non andare in altri Paesi'. Il premier ha poi aggiunto: 'Vincerà il 'sì' con una percentuale elevata'.

Mentre il leader del Pd Pierluigi Bersani ha affermato: 'Ancora una volta la sinistra ha perso l'occasione per dimostrare di avere una cultura socialdemocratica di tipo europeo, di dimostrare di saper comprendere che le aziende ed il lavoro devono essere organizzati in base alle esigenze del mercato e non sulla base di ideologie ampiamente condannate dalla storia. Invece di insultare, Bersani dovrebbe farsi spiegare dal sindaco di Torino, che è suo compagno di partito, che l'accordo Fiat dimostra che se mettiamo la cultura della cooperazione tra imprenditori e lavoratori al posto del conflitto sociale si possono mantenere le fabbriche in Italia, si possono conservare i posti di lavoro e nello stesso tempo aumentare le retribuzioni'.

 (foto © LaPresse)

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