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Regione Lazio, le novità dopo le dimissioni della Polverini

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E' finita. La telenovela delle dimissioni di Renata Polverini dalla presidenza della Regione Lazio è arrivata alla conclusione che - a rigor di logica - avrebbe dovuto verificarsi una settimana fa. Ma tant'è. Oggi almeno c'è un punto fermo: con la governatrice se ne va anche la Giunta e diventa effettivo lo scioglimento del Consiglio, come stabilisce l'Articolo 44 dello Statuto della Regione Lazio. La parola d'ordine diventa dunque elezioni.

Renata Polverini di dimette: Mando a casa questo Consiglio indegno"

E qui si apre tutto un mondo. Se infatti a sinistra sono già avanti con i lavori (il tira-molla di Polverini ha dato tempo per abbozzare una strategia) e le ultime notizie indicano tra i papabili candidati alla carica di governatore il segretario regionale del Pd ed ex presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra e l'attuale ministro per l'Integrazione, Andrea Riccardi, a destra i consiglieri 'trombati' non hanno intenzione di mollare il colpo.

Due personaggi chiave dello scandalo 'spese pazze' hanno infatti dichiarato di essere pronti a ricandidarsi. I nomi dei soggetti in questione? Franco 'er Batman' Fiorito e Carlo 'Ulisse' De Romanis. Il primo l'ha detto a un allibito cronista di Viterbo tv che lo aspettava fuori dalla Procura di Viterbo: "Ahò! Pure io me ricandido! Me-ri-can-di-do! Capito? D'altra parte, perché nun dovrei? Nun so' mica un ladro, io!", mentre il secondo è stato meno plateale, ma anche lui comunque ha confermato a un giornalista de Il Corriere della Sera di voler restare in politica ("è il mio lavoro, la politica, no?").

Il toga party di De Romanis e le foto che hanno 'inguaiato' Polverini

E c'è un'altra protagonista - seppure per motivi diversi - della deriva della Regione Lazio che si è detta pronta a bissare l'esperienza in Consiglio, la per 4 giorni capogruppo Pdl Chiara Colosimo, l'ex cubista del Gilda 'pizzicata' a parlare in un video davanti al murales di un nazifascista romeno, Corneliu Zelea Codreanu. Raggiunta telefonicamente dal Corriere anche lei, avrebbe risposto alla domanda se è sua intenzione ricandidarsi: "Embé... Sì, per forza! E' il mio lavoro, ormai", seppure con qualche dubbio sullo schieramento: "Per ora con il Pdl...".

Insomma, nessuno sembra preoccupato dalla minaccia di Polverini di rivelare le cose "raccapriccianti" che ha visto durante il suo mandato come governatrice, o forse qualcuno sì, almeno un po'. Francesco Battistoni, successore (per breve tempo) di Fiorito, non ha infatti intenzione di ricandidarsi in Consiglio. Non si illuda però chi pensa a una presa di coscienza: l'ex capogruppo accarezza l'idea di diventare sindaco di Viterbo, "me lo meriterei, diciamo la verità".

Staff di Polverini contri i cronisti, Storace riporta la calma

Ma che cosa dicono delle dimissioni di Polverini i vertici del Pdl? A quanto pare Angelino Alfano ieri le ha 'sdoganate', dicendo all'ex presidente della Regione: "Non si resta a dispetto dei santi, se pensi che non hai più dietro la forza per andare avanti, lascia", mentre Silvio Berlusconi ha parlato di "una vicenda squallida" e ha già promesso un rinnovamento totale: "Adesso si cambia tutto". L'idea è quella di un 'contenitore federativo' dove Forza Italia, in veste rinnovata, occupi il ruolo principale.

Nella valanga di fango che ha investito la Regione Lazio, tuttavia, il Cavaliere ha difeso a spada tratta l'ex governatrice: "Apprezziamo la scelta di Renata Polverini, che pur non avendo compiuto nulla di immorale né di illegittimo, ha ritenuto, di fronte alle gravi emergenze venute alla luce nell'utilizzo dei fondi pubblici, di consentire con le sue dimissioni un cambiamento dell'amministrazione" ha dichiarato all'Huffington Post Italia, non rinunciando neppure a fare un po' di ironia sul necessario "rinnovamento del partito". "Quel Fiorito non è una faccia vecchia, ha 41 anni anche se gliene davo 60" ha detto infatti Berlusconi, sottolineando che "non sempre basta essere giovani. Bisogna essere giovani e capaci, giovani e professionali" e concludendo: "L'unica cosa da evitare è il professionismo della politica, quello di chi ha alle spalle trent’anni in parlamento e quando va in televisione la gente non ne può più. Io vorrei che in televisione andassero solo i giovani".

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