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Regione Lombardia, Lega Nord: "Voto ad aprile"

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La Lega Nord 'stacca la spina' a Roberto Formigoni e chiede elezioni anticipate ad aprile, in concomitanza con le politiche. La decisione arriva al termine del Consiglio federale di questa mattina nella sede milanese di via Bellerio, dopo due ore e mezza di riunione, alla quale erano presenti Umberto Bossi, Roberto Maroni e il segretario lombardo Matteo Salvini. Ed è stato proprio quest'ultimo a chiedere e a imporre la linea dura.

Roberto Formigoni risponde a Lega Nord e Giuliano Pisapia

Giovedì, infatti, Maroni aveva appoggiato la strategia di Angelino Alfano, concedendo nuova fiducia a Roberto Formigoni in cambio di un azzeramento della giunta e di un ridimensionamento dei numeri, ma oggi il Consiglio ha deciso che non bastava più e così ha chiesto in primis le immediate dimissioni di tutti i consiglieri indagati e poi "un unico election-day ad aprile", per le politiche e le regionali, dopo l'approvazione della nuova legge elettorale regionale e del bilancio "entro Natale".

Formigoni non lascia: giunta azzerata e ridimensionata

Vince dunque la richiesta di Matteo Salvini di prendere le distanze da una giunta dove ormai gli indagati sono 13 su 80 eletti, l'ultimo dei quali per voto di scambio con esponenti della 'ndrangheta. Fatto quest'ultimo che ha fatto letteralmente sbottare l'eurodeputato e segretario lombardo: "Noi con questa gente non c'entriamo un c****" e che evidentemente ha influito in modo determinante sulla decisione finale del Consiglio federale, che ha dato mandato a Maroni e Salvini stesso di "gestire la questione sia per quanto riguarda il nuovo assetto regionale che per la durata della legislatura regionale".

Da parte sua il Celeste ha fatto sapere che, in ogni caso, non accetterebbe "l'appoggio esterno della Lega" alla sua nuova giunta e che non si farà neppure una giunta a tempo, perché "le giunte nascono per eseguire un programma e questo vale per tutta la legislatura". Formigoni poi ha replicato anche al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che dalle pagine di Repubblica ha invitato i cittadini a ribellarsi, parlando di una "caduta di stile" e assestando una stoccata riferita alla vendita di Sea, su cui è aperta un'indagine: "Chi fa il giudice degli altri dovrebbe avere la coscienza limpida".

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