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Regole primarie Pd: albo dei votanti e doppio turno per fermare Renzi

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La campagna per le primarie di Matteo Renzi è ormai entrata nel vivo e il Pd corre ai ripari: arrivano nuove norme per la scelta del candidato premier della coalizione di centrosinistra, che sono state subito ribattezzate "regole anti-Renzi". E il primo a protestare è stato proprio il sindaco di Firenze.

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Decisioni restrittive sull’organizzazione delle primarie erano già nell’aria da settimane e sembra che i vertici del Pd abbiano già in serbo le opzioni da approvare in sede di assemblea nazionale del partito, che è prevista per sabato. Le tre misure che saranno presentate riguardano doppio turno, albo degli elettori e patto di coalizione. In sostanza, per quanto riguarda il doppio turno, sarà proposto una sorta di ballottaggio: la votazione si terrà in due tornate successive e solo chi avrà partecipato alla prima tornata potrà farlo anche alla seconda.

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Ma ad insidiare l'ascesa di Matteo Renzi è la previsione di un albo dei votanti: secondo le indiscrezioni, la bozza su cui si sta lavorando prevede una sorta di elenco degli elettori che sbarra le porte a chi non intenda votare per il centrosinistra alle prossime elezioni. Chi vorrà partecipare alle primarie avrà l’obbligo di ritirare un certificato un ufficio elettorale che sarà aperto in ogni comune. L’iscrizione all’albo degli elettori dovrà avvenire entro un giorno prima delle consultazioni, ma il certificato si potrà comunque ritirare anche la domenica stessa delle primarie.

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Un meccanismo che prevede anche la possibilità di rendere pubblici i nomi dei votanti, "non perché avranno partecipato alla consultazione", ma in quanto "sostenitori" della coalizione. L’altro punto spinoso è proprio questo, il sostegno alla coalizione di centrosinistra, che tra l’altro ha ancora dei contorni piuttosto incerti: chi vota alle primarie sottoscriverà una dichiarazione di sostegno alla coalizione in vista delle elezioni politiche del 2013. Infine, chi perderà la competizione delle primarie dovrà impegnarsi a sostenere il vincitore.

Prevedibile la reazione di Matteo Renzi, ormai in piena campagna elettorale in giro per l’Italia a bordo del suo camper: "Non capisco perché non vadano bene le regole del passato, quelle che andavano bene quando hanno vinto Prodi, Veltroni, Bersani – ha dichiarato il sindaco di Firenze - Mi pare un errore inserire il ballottaggio in cui possa votare solo chi ha votato al primo turno: e se la prima domenica ti ammali?". In realtà la regola che sembrerebbe penalizzare di più il candidato rottamatore è quella dell’albo degli elettori, visto che Renzi ha riscosso non pochi successi tra gli avversari politici e che la sua campagna punta a pescare sostenitori anche tra i delusi del centrodestra.

Dal Pd si affrettano a rispondere a Renzi che le nuove regole sono necessarie "anche per consentirgli di correre alle primarie": all’assemblea del partito sarà avanzata anche una proposta transitoria di modifica dello Statuto del Pd, che consentirà anche ad esponenti diversi dal segretario di candidarsi alle primarie per la premiership. Per l’approvazione di questa norma sarà sufficiente il voto del 50% più 1 degli aventi diritto, mentre gli altri due voti saranno invece a maggioranza semplice. Un altro punto oggetto di proposta sarà il mandato a Pier Luigi Bersani a sottoscrivere un patto di coalizione insieme agli altri soggetti politici che partecipano alle primarie, ossia Sel di Nichi Vendola e il Psi di Riccardo Nencini.

Alle critiche del sindaco di Firenze risponde Nico Stumpo, responsabile dell'organizzazione della segreteria nazionale del Pd: "Vedo che Renzi chiede con insistenza perché si devono cambiare le regole. Vorrei fargli notare sommessamente che sabato riuniamo l'assemblea nazionale del Pd per cambiare la regola dello statuto in modo da consentirgli di candidarsi alle primarie". Ma non è solo Renzi a mostrare perplessità sulle ipotesi avanzate dal Pd. Anche Sel si affretta a precisare che le norma andranno discusse al tavolo della coalizione, e non solo all’assemblea del Pd: "Le regole delle primarie si definiscono dopo il 6 di ottobre – spiega Francesco Ferrara - Quella di cui si parla è la visione del Pd, ma se sono regole di coalizione devono essere condivise (..)Poi le regole dovranno essere portate al tavolo della coalizione. E in quella sede noi diremo la nostra".

Intanto le nuove regole del Pd hanno già scatenato la satira su Twitter alla ricerca dei criteri migliori per selezionare i votanti alle primarie: "Puoi partecipare solo se hai più followers di Gasparri" oppure "Se dimostri di aver fatto spesa alla Coop il giorno delle Primarie, voti due volte". E poi ci sono i moniti vecchio stampo ("Nel segreto della cabina elettorale la Bindi ti vede, Renzi no") e le proposte alternative ("Basta cabine elettorali, si userà l'applausometro"). Per ora l’unico effetto delle "regole anti-Renzi" è quello di far ridere il web.

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