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Renzi a Torino attacca Grillo: "M5S si spaccherà" e critica Pd

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E' il solito Matteo Renzi informale e pronto a menare mazzate a destra e a manca con un sorriso quello che oggi al Salone del Libro di Torino per presentare il suo pamphlet, Oltre la rottamazione. Nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare, ha chiacchierato per un'ora con il direttore de il quotidiano La Stampa, Mario Calabresi, rilasciando una serie di dichiarazioni che - inevitabilmente - avranno delle conseguenze. Del resto, è lui stesso il primo a dirlo: "Adesso mi aspetto un post di Beppe Grillo contro l''ebetino'".

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Il sindaco di Firenze, infatti, ha toccato tutti i temi caldi dell'attuale situazione politica e con il rivale di sempre non si può dire che abbia usato il guanto di velluto, anzi. Parlando del Movimento 5 Stelle, Renzi non è stato tenero: "E' ridicolo che chi ha votato M5S pensando potesse cambiare le cose, si trovi 150 parlamentari a discutere di scontrini e diarie. Ma prendete quei soldi e governate!", ha dichiarato a proposito del dibattito che anima i pentastellati in questi giorni e poi si è detto scettico sulla sopravvivenza del Movimento: "Credo che il gruppo si spaccherà. I 5 Stelle non hanno ancora deciso che cosa fare da grandi e hanno posizioni ideologiche rigide quando si tratta di andare dietro alla linea del leader, ma si dividono sul portafoglio. Rappresentano uno spaccato del Paese che non vorrei vedere in Parlamento".

Per Grillo poi ha usato parole altrettanto dure. Dopo aver obiettato circa la coeranza dei "vaffa" del comico ligure "dall'alto della sua dichiarazione dei redditi da 4 milioni di euro" - anche se si è subito premurato di precisare che il suo non è un giudizio morale - Renzi ha detto: "Grillo non sa usare il web, ma è un animale televisivo", rimarcando come pur non partecipando ai talk show - e dunque sottraendosi alla regola del contraddittorio - era sempra in tv, libero di parlare senza essere interrotto.

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E sulla presenza in tv, il sindaco di Firenze ha spiegato che la "allergia" della sinistra dipende da un "atteggiamento mentale", per cui si crede che chi va in televisione "non ha nulla di sostanziale da dire". Un paradosso smentito da "Obama, Clinton e Kennedy", che hanno capito la sua utilità come "strumento per vincere le elezioni". Una riflessione che l'ha portato a menare una stoccata a all'ex segretario del partito: "Quale è stato il più grave errore di Pier Luigi Bersani in campagna elettorale? Non averla fatta". Errore di una "sinistra troppo sicura di sè" che secondo Renzi ha permesso "a Silvio Berlusconi di recuperare un ruolo in questa campagna elettorale e in questa legislatura".

Parlando del Cavaliere, il sindaco di Firenze è poi arrivato ai retroscena della sua candidatura a premier, svelando che al telefono Berlusconi gli avrebbe detto (con un mezzo tentativo di imitarne la voce): "Non è che abbiamo messo il veto su di te, è che non ti vogliamo". Un no che per Renzi è una medaglia al valore: "Adesso la metto nel cv, dopo che sono tre anni che me la menano con la cena di Arcore". Su Enrico Letta invece - tra una battuta e l'altra, dovuta alle origini pisane dell'attuale Presidente del Consiglio - il giudizio è positivo: il sindaco mostra stima per il compagno di partito (e forse anche un po' gli è grato di essersi accollato la patata bollente di formare un governo nell'attuale situazione politica) e si augura che faccia il meglio: "Mi dicono che devo sperare che Letta vada male. E' un meccanismo stupido: è il governo dell'Italia e io faccio il tifo per il mio paese".

Da ultimo, Renzi ha liquidato la polemica della Fiom per la mancata presenza del Pd alla manifestazione di ieri, dicendo: "Il Pd ieri non doveva andare in piazza. Non dobbiamo andar dietro ai sindacati. Un partito politico non vive di manifestazioni fatte dagli altri", mentre in merito al suo futuro ha ribadito ancora una volta che non farà il segretario del partito. E sui candidati papabili propostigli da Calabresi - Epifani, Barca, Cuperlo e Sergio Chiamparino - ha detto di avere per lui una "vera ammirazione", svelando (anche se non ce n'era bisogno) il suo endorsement. E in fatto di preferenze, poco dopo la sua conferenza è arrivata la 'benedizione' di Walter Veltroni, che ha dichiarato: "Oggi Renzi è sicuramente la persona con maggiori caratteristiche per la premiership", anche se un "partito non vive solo di nomi".

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