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Renzi alla Leopolda 2012: "Aspettatevi mosse choc"

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La corsa alle primare del centrosinistra sta per arrivare al fotofinish: lo sfidate più accreditato, l'unico che secondo i sondaggi è in grado di insidiare la leadership del segretario del Pd Pierluigi Bersani, è il rottamatore democratico Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze sa di dover recuperare un distacco ancora importante (tra i 5 e i 10 punti percentuale) e non nasconde qualche preoccupazione di fronte ai suoi sostenitori.

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Per chiudere la campagna elettorale che lo ha visto in giro per l'Italia col suo camper a promuovere la candidatura alla leadership del centrosinistra, Matteo Renzi è tornato nella sua Firenze, dove negli ultimi mesi, secondo i suoi detrattori, si è visto davvero poco. A due settimane dalla consultazione degli elettori (il primo turno si terrà domenica 25 novembre), Renzi ha incontrato i volontari dei comitati che lo appoggiano alla Stazione Leopolda di Firenze, che era stata la sede della prima convention dei rottamatori.

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E' un Renzi schietto e realista quello che parla alla folla nella seconda giornata della kermesse. Un Renzi che non ignora le difficoltà di fare breccia in un certo strato dell'elettorato di centrosinistra, ma allo stesso tempo sente di potersi giocare la vittoria sul filo del rasoio: "Il quadro dei sondaggi è un quadro in cui siamo lì: se vota un numero di persone molto significativo, la partita è aperta; se votano in pochi, è più difficile vincere". Il discorso non fa una piega: Renzi sa che sui grandi numeri ha più possibilità di raggiungere Pierluigi Bersani, che oggi ha incassato anche l'indicazione di voto favorevole da parte di Antonio Di Pietro. Per di più c'è la questione delle regole delle primarie, che secondo il rottamatore sono state cambiate per cercare di restringere la partecipazione. Per questo Renzi ha lanciato un appello ai suoi sostenitori per recuperare fino all'ultimo voto possibile: "Ciascuno dei 120mila volontari web porti a votare alle primarie almeno cinque persone, chiamate anche la zia Concetta, se poi non mi vuole votare pazienza". L'operazione di raccolta voti ha anche un nome, un giovanilistico "Give me five" che si addice al tono e allo stile dell'intera campagna.

Paradossalmente quello che era il punto forte di Renzi sembra essersi trasformato in un potenziale handicap: la rottamazione tanto invocata da un anno a questa arte gli ha reso invisi gli elettori più agèe, quelli che non fanno della politica una questione meramente anagrafica. Per il sindaco di Firenze è arrivato il momento di fare i conti col rovescio della medaglia. "I sondaggi ci danno nettamente sotto sugli anziani" spiega Renzi, poi arriva l'annuncio di sorprese a ridosso del voto: "In settimana farò un paio di cose choc". Il sindaco ha ancora delle frecce al suo arco e sa che anche gli avversari picchieranno duro fino alla fine. Per questo carica i suoi in vista della settimana cruciale per le primarie e li invita ad affrontare col sorriso il rush finale: "In questi giorni arriverà di tutto, frasine, minaccine. State sereni e non preoccupatevi, è la settimana più difficile ma anche la più bella (...) Se toccano anche solo uno di noi in periferia toccano ciascuno di noi, è bene che quelli del partito lo sappiano: lo dico all'ala democristian-comunista del partito".

Infine, la conferma della rinuncia al contentino dal partito qualora dovesse uscire sconfitto dalla competizione. Renzi non accetterà incarichi di ripiegoo e se ne tornerà a fare il sindaco: "Se perdiamo non chiedo premi di consolazione, anche se li offrono non li prendo. Non lo considerate segno di debolezza, ma di forza".

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