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Renzi e Berlusconi, incontro su legge elettorale e riforme: possibile intesa a tutto campo

Ben due ore e mezza il faccia a faccia tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, dentro la stanza riservata al segretario nella sede del Partito Democratico. L'unità di intenti con l'interlocutore è stata confermata subito dopo l'incontro dal massimo esponente del Pd, seguito a ruota dall'ex presidente del Consiglio, ottimista sulla prospettiva di un accordo ad ampio raggio su almeno "tre temi" (riforma del Senato, legge elettorale e titolo V della Costituzione) "per rafforzare i grandi partiti".

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Un’accoglienza non proprio festosa aveva salutato l’arrivo, nei locali che ospitano le riunioni dei dirigenti nazionali del Pd, del leader di Forza Italia poco prima delle 16. Lancio di uova contro l’autoblu ed insulti rabbiosi hanno dato il benvenuto al numero uno del centrodestra all’ingresso in Via del Nazareno a Roma.

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L’incontro tra Renzi ed il Cavaliere ha avuto inizio nell’orario concordato, in un clima piuttosto teso per le polemiche che hanno segnato fino all’ultimo l’appuntamento organizzato dallo staff del primo cittadino di Firenze.

Sia nell’ala sinistra e tra i “bersaniani” del partito che a livello di base tanti sono stati i mugugni per l’ennesimo sdoganamento dello storico avversario, rilegittimato per la stagione delle riforme che da qui alle prossime settimane potrebbe segnare una nuova fase politica in vista di un eventuale non lontano ritorno alle urne.

In discussione, secondo un sospetto diffuso negli ambienti vicini al governo, è il sostegno ad Enrico Letta, messo sulla graticola dalle recenti grane politico-giudiziarie legate ai casi Cancellieri e De Girolamo e mai in cima alle simpatie del giovane amministratore fiorentino. Centrale, come abbondantemente anticipato alla vigilia dai diretti interessati, il tema della legge elettorale, chiave di volta per iniziare un percorso di distensione che, a detta dei detrattori del rottamatore, potrebbe riaprire le porte allo spettro di una Bicamerale in salsa moderna.

Di inciucio aveva parlato senza mezzi termini, nelle ore precedenti all'incontro, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, preoccupato dell’eventuale intesa ad ampio raggio tra i capi dei due maggiori partiti a livello nazionale. Nei piani di Matteo Renzi, la priorità al momento sembra costituita dallo smarcamento dall’abbraccio col sempre meno “popolare” esecutivo di larghe intese.

Fondamentale, per un simile obiettivo, la ricerca di una road map istituzionale che renda meno problematico il percorso di avvicinamento alle elezioni attraverso il superamento del Porcellum con un sistema condiviso dal principale interlocutore del momento: si pensa ad un modello simile a quello vigente in Spagna, con un meccanismo di tipo proporzionale rivisitato sulla base delle specificità del quadro costituzionale italiano.

Il primo resoconto sull'esito del faccia a faccia lo ha fatto Matteo Renzi in una brevissima conferenza stampa in serata: "C'è una profonda sintonia tra le proposte del Pd e quelle che abbiamo discusso oggi con Berlusconi su tre temi delicati e capaci di segnare la svolta: la riforma del titolo V, con l'eliminazione dei rimborsi ai gruppi consiliari regionali; la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie senza elezione diretta dei senatori (altro messaggio indirizzato a Ncd, ndr); e la riforma delle legge elettorale". Su quest'ultima spinosa questione, il segretario Pd ha anche tracciato un timing nel breve periodo: "Abbiamo condiviso un'apertura alle altre forze politiche per scrivere il testo della legge che, se nelle prossime ore saranno definiti i dettagli, presenteremo alla direzione del partito che lunedì alle 16 lo voterà".

Quasi in contemporanea, l'ufficio stampa di Forza Italia ha diramato un comunicato stampa che conferma la disponibilità a collaborare da parte di Silvio Berlusconi: il Cavaliere ribadisce le critiche al premier Enrico Letta "auspicando di poter al più presto ridare la parola ai cittadini". Ciò nonostante afferma di aver "garantito al segretario Renzi che Forza Italia appoggerà in Parlamento le riforme". In particolare, sulla legge elettorale: "L'accordo con Renzi prevede una nuova legge elettorale che porti al consolidamento dei grandi partiti in un'ottica di semplificazione dello scenario politico. Insieme, abbiamo auspicato che tutte le forze politiche possano dare il loro fattivo contributo in Parlamento alla rapida approvazione della legge, che speriamo possa essere largamente condivisa".

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