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Renzi vs Bersani: "Cerca l'insulto" e boccia Marini e Finocchiaro al Colle

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Passato il tempo dei sorrisi e degli abbracci, insieme sul palco del Pd, tra Matteo Renzi e Pierluigi Bersani ormai è guerra aperta. Così dopo le polemiche dei giorni scorsi, sabato il segretario del partito è tornato all'attacco, accusando il sindaco di Firenze di essere "arrogante" e "indecente", e quest'ultimo gli ha replicato dai microfoni del Tg5 e da Facebook, dicendo che "cerca l'insulto" e bocciando senza mezzi termini le sue proposte per il Quirinale.

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"Mi spiace che Bersani cerchi l'insulto e l'accusa per di più tra persone dello stesso partito", ha dichiarato Renzi al telegiornale dell'ammiraglia Mediaset, aggiungendo: "Io ho soltanto detto, insieme a tanti altri, persino la Cgil, che bisogna fare presto" e concludendocon una staffilata: "Mi spiace che i destini personali di Bersani siano più importanti".

Concetto che il sindaco di Firenze ha poi ritenuto opportuno ribadire su Facebbok. Sulla sua pagina personale, infatti, Renzi ha scritto: "Ieri il segretario del mio partito, Bersani, ha detto che sono 'arrogante, indecente, qualunquista'. Mi spiace molto che Pierluigi - cui va il mio rispetto sempre, a prescindere - scelga la strada dell'insulto. Non credo di meritarmelo, anche alla luce del comportamento di questi mesi". Parole che si sono guadagnate il like di oltre 35 mila follower, ma che al sindaco sono costate anche un mare di critiche: "Prima gli tiri le bastonate nei denti da Vespa, poi fai l'angioletto... Democristiano è l'aggettivo giusto", scrive Leonardo, e Marco rincara la dose: "E dura ritrovarsi d'accordo con Bersani, ma, se possibile, tu sei più inadeguato di lui, e ce ne vuole!". "Non fare il modesto. Ti aspettavi questa reazione. Sei già lì che aspetti di papparti il bocconcino, serpente...", commenta invece Martina e Stefano ribadisce: "Per me sei uno sciacallo, il momento è delicato ed è vero: sei proprio indecente".

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Attacchi che sono arrivati a Renzi soprattutto per la seconda parte del messaggio, in cui il primo cittadino toscano, dicendo di voler "evitare le polemiche" e ribadendo di fare il sindaco, in realtà getta il sasso e nasconde la mano: "Spero solo che si faccia presto: le aziende chiudono, le famiglie soffrono, la politica è lenta. Non faccio parte del gruppo dirigente e non tocca a me decidere: mi auguro che chi ha responsabilità non sprechi tempo", concludendo con pathos: "Se questo significa essere indecenti penso che siano in tanti in Italia a essere indecenti".

Ma apparentemente incurante delle critiche o forse, piuttosto, forte delle tantissime parole di sostegno - "Se fondi un partito stravinci", "Forza Matteo! Siamo con te, abbiamo bisogno di gente nuova, giovane e con idee chiare. Bersani è vittima di se stesso..." e "Matteo sei veramente unico!" è il leit motiv delle migliaia di post a suo favore - Renzi ha dichiarato al Tg5 di essere pronto a correre come candidato premier per sfidare Silvio Berlusconi: "Lo vogliono mandare in galera, ma io lo voglio più semplicemente mandare in pensione" (e qui... Una strizzatina d'occhio al Cavaliere?).

L'ultimo affondo, infine, il sindaco toscano l'ha fatto sul Colle, cassando senza mezzi termini in nomi di Bersani: "Marini è stato bocciato dagli elettori in Abruzzo, questi giochini non vanno. Finocchiaro la ricordiamo per la spesa all'Ikea con la scorta", ha detto duramente. "Il profilo che va bene è quello di un nome che coinvolga la maggioranza più alta possibile", ha dichiarato Renzi, concludendo: "Servono personaggi anticasta". Già, ma lui chi vorrebbe? Perché se è vero che è stato escluso dal novero dei grandi elettori, questo comunque non gli impedisce di dire - o almeno far intuire - chi metterebbe lui al Quirinale. Gli italiani vogliono capire in che direzione va l'altra ala del Pd, quella che - rassicurazioni o no - sembra sempre più prossima a camminare per i fatti propri. Tutto sommato, dirlo farebbe gioco anche in prospettiva elettorale...

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