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Riccardo Capecchi si dimette

L'ultima settimana mediatica ha radiografato il "volo di stato" di Mastella & Co. assicurando altra carne al fuoco dell'antipolitica ma sembrava non avesse prodotto effetti concreti oltre al gran polverone sollevato. Nessuna traccia di scuse formali e ancormeno di dimissioni di uno solo degli onorevoli partecipanti alla "gita a Monza".

Errato. Uno dei presenti sul volo incriminato e denunciato da "L'Espresso" ha rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni. Si tratta di Riccardo Capecchi, funzionario di Palazzo Chigi immortalato mentre si accinge a salire sull'aereo.

Capecchi, di cui ci fornisce un bel profilo Antonio Sofi sul suo blog Webgol, una volta scoperto che il sito Dagospia aveva pubblicato un articolo approfondendo i tratti della sua partecipazione al viaggio, ha comunicato a Roberto D'agostino, motivandole, le proprie dimissioni:

"Oggi il vostro sito ha pubblicato una mia foto mentre mi imbarco sul volo di ritorno da Milano che riportava a Roma il Vice Presidente Francesco Rutelli dopo il Gran Premio di Monza. Ero su quel volo di ritorno da Milano per atto di cortesia del Ministro Rutelli dopo aver partecipato a titolo strettamente privato al Gran Premio e tengo a precisare che ero in possesso di un biglietto regolarmente acquistato per il volo AZ 2119 delle ore 20.00 da Linate a Fiumicino. Sono certo di non aver commesso alcun illecito o violazione di legge ma consapevole tuttavia di aver compiuto una leggerezza: mi è ben chiaro che non tutti hanno l'opportunità di salire su un volo di Stato in alternativa ad un volo di linea solo per risparmiare alcune ore di attesa. Ciò a prescindere che in quella circostanza vi siano o meno fotografi appostati per fare degli scoop giornalistici contro questa o quella Autorità dello Stato.E credo anche che nella vita si debba essere conseguenti e che i comportamenti individuali anche del più piccolo collaboratore, quale io sono, non debbano in alcun modo inficiare ruoli ed istituzioni, esse sì importanti e prestigiose. E' per questo motivo che ho già ritenuto opportuno rimettere in modo irrevocabile il mio incarico presso la Presidenza del Consiglio.Ringrazio con l'occasione il Presidente Romano Prodi ed il Sottosegretario Enrico Letta per l'opportunità che mi hanno dato in questi mesi di collaborare al loro fianco".

Vari i commenti e le voci di corridoio riguardanti le dimissioni del funzionario. Si parla di nobile gesto, "neo-scoutismo" fino ad avanzare l'ipotesi opposta di "dimissioni di facciata" in quanto l'incarico di Capecchi sarebbe comunque scaduto da lì a soli due mesi.

Ipotesi e maldicenze a parte rimane un gesto apprezzabile e poco, molto poco in uso in Italia grazie al quale Riccardo Capecchi si è guadagnato l'appellativo di "danese" nel chiaro senso di "non italiano".

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