Excite

Riccardo Nuti, nuovo capogruppo Camera M5S: "I dissidenti? Io li chiamo disinformati"

  • palermo5stelle.it

La natura temporanea della carica di capogruppo a Camera e Senato nel M5S è stata dichiarata fin dall'inizio e così è arrivato il tempo del primo avvicendamento, con Roberta Lombardi che lascia il posto a Riccardo Nuti, tuttavia qualcuno non ha potuto fare a meno di osservare che il passaggio del testimone arriva proprio dopo il flop elettorale dei pentastellati e l'ultima uscita sopra le righe di Lombardi, la mail della caccia alla spia "merda" che passa ai giornalisti informazioni riservate.

Roberta Lombardi capogruppo Camera M5S: l'elezione, il lavoro, le gaffe

Coincidenza o no, resta il fatto che l'esperienza della mamma manager nel ruolo di capogruppo si è conclusa, probabilmente anche con un sospiro di sollievo da parte dell'interessata, che in un'intervista di qualche giorno fa a Radio 24 ha dichiarato che "è stato faticoso, perché sono una persona normale, come il mio collega Vito Crimi. Non eravamo, forse, abbastanza preparati psicologicamente all'impatto che c'è stato, forse anche per il risultato elettorale in bilico", annunciando contestualmente il suo successore, ovvero Riccardo Nuti.

31 anni, palermitano, diplomato perito tecnico informatico, dopo aver frequentato la Facoltà di economia al corso Sigad (Statistica ed informatica per la gestione e l'analisi dei dati), Nuti attualmente è "analista di processi aziendali in una società di telecomunicazioni", ma è entrato nel mondo del lavoro molto presto, a 18 anni, "come operatore di call center e poi come pianificatore di attività nello stesso settore", si può leggere nella sua pagina di presentazione sul sito palermo5stelle.it.

Beppe Grillo vs Rodotà: "Ottuagenario miracolato dalla Rete"

L'impegno politico inizia nel 2007, quando Nuti decide di attivarsi "in prima persona, al di fuori delle logiche verticistiche dei partiti e quindi attraverso la partecipazione alle attività del meetup poi diventato Movimento 5 Stelle". Una militanza che alle elezioni comunali di Palermo del 2012 lo premia come candidato più votato in assoluto dei pentastellati (3.228 voti), che tuttavia non gli permette di sedere in Consiglio a Palazzo delle Aquile, perché il M5S non supera la soglia di sbarramento del 5%. Alle parlamentarie del 2013, però, ottiene 147 preferenze e così diventa il capolista alla Camera per la circoscrizione Sicilia 1 (Palermo. Agrigento, Caltanissetta, Trapani) e da qui arriva in Parlamento, prima come vicecapogruppo vicario e ora come capogruppo.

Considerato un intransigente e un fedelissimo del Movimento, in un'intervista a Il Corriere della Sera ha dimostrato una certa dimestichezza con il mezzo comunicazione, rilasciando dichiarazioni diplomatiche e - per certi versi - da politico consumato. Su Stefano Rodotà, infatti, Nuti dice: "Lo candideremmo ancora al Quirinale", spiegando che "rimane una persona valida, con la quale condividiamo tante battaglie. Ci dispiace solo che abbia fatto critiche non avendo un'informazione corretta" e 'bacchettando' il giornalista che gli fa notare che Grillo non ha reagito con il medesimo understatement: "Ha usato il suo linguaggio, vi stupite ancora?". Sui 'dissidenti', però, la diplomazia perde qualche colpo.

"Voi li chiamate dissidenti, io invece disinformati. Non sanno le regole", spiega, dicendo che "ognuno può parlare", ma "non può andare contro lo Statuto, la Carta di Firenze e il codice di comportamento", e per chi non lo capisce Nuti è laconico: "Uno all’inizio ci parla. Una, due, tre volte. Noi in questo siamo quasi masochisti, parliamo, parliamo. Poi, se non lo capisci, figlio mio, amen. Ci siamo visti. Restiamo amici", chiarendo che "democrazia non è anarchia" e che lui non si sta occupando della caccia alla spie: "Ho altro da fare. E comunque non saremmo felici se se ne andassero: vorrebbe dire che non hanno capito dove si sono candidati".

Su Lombardi, infine, la diplomazia torna ad avere il sopravvento: "Gli errori ci stanno. Nessuno di noi era esperto. Non so se altri al suo posto sarebbero riusciti a fare meglio". Nuova epoca, nuova comunicazione in arrivo? "Andremo in tv, ma non nei pollai", dichiara in linea con le nuove disposizioni di Grillo e Casaleggio, ma anche con le valutazioni espresse sua sponte subito dopo le amministrative: "L'autocritica non è legata alla presenza in tv o meno, ma alla presenza sul territorio che è venuta meno perché ultimamente siamo stati impegnati su altri temi".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017