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Rifiuti a Napoli, al via le indagini per 'epidemia colposa'

Per l'emergenza rifiuti che ha messo in ginocchio la città di Napoli nel 2008 è stata aperta un'inchiesta. La Procura di Napoli sta indagando su 36 persone, tra cui il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, l'ex governatore Antonio Bassolino, l'ex prefetto di Napoli Alessandro Pansa e numerosi sindaci della provincia. Queste le accuse: 'Epidemia colposa e omissione in atti d'ufficio'. Il sindaco di Napoli ha fatto sapere di 'essere a completa disposizione della magistratura e di non avere nulla da rimproverarsi'.

A condurre l'inchiesta il pm Francesco Curcio che, in particolare, contesta agli indagati la mancanza di adeguate misure di prevenzione per la presenza di enormi cumuli di spazzatura in strada, probabile causa di infezioni. Il pm ha chiesto la consulenza di un collegio di esperti, composto da un medico legale e due epidemiologi; i periti hanno così contattato rivenditori all'ingrosso di farmaci e farmacisti e hanno verificato uno spropositato aumento della distribuzione e della vendita di farmaci specifici.

A quanto pare nel periodo in cui è scoppiata l'emergenza rifiuti si è riscontrato un incremento di patologie che riguardano infezioni di carattere cutaneo e gastroenteriti virali. Secondo i periti ci sarebbe uno stretto rapporto tra queste infezioni e la permanenza per strada dei rifiuti, considerando il fatto che dai controlli sull'aria e sugli alimenti non sono emersi valori fuori norma.

 (foto © LaPresse)

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