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Riforma della giustizia, oggi Alfano al Colle

C'è la giustizia in primo piano per la maggioranza. Oggi, per il Guardasigilli Angelino Alfano, una serie di incontri in merito alla riforma che sarà varata giovedì al Cdm straordinario.

Da quanto si apprende, il ministro dovrebbe salire al Colle per illustrare i punti cardine del testo preparato dal governo. Ma l'appuntamento sarebbe stato chiesto in extremis e così, a ricevere il Guardasigilli, non ci sarà forse il presidente in persona Napolitano, ma il segretario generale Donato Marra.

L'obiettivo, come ha detto più volte Alfano, è arrivare a un sistema 'che ha come bussola il processo giusto e la parità di accusa e difesa'. Resta l'articolo 112 della Costituzione, che garantisce l'obbligatorietà dell'azione penale, ma è prevista una legge ordinaria che ne regolamenterà le modalità, giudici e pm avranno carriere separate, ci saranno due Csm, che continueranno a occuparsi di assunzioni, trasferimenti promozioni.

Riforma della giustizia, i magistrati pronti allo sciopero

Quanto alla sezione disciplinare, questa dovrebbe essere scorporata e diventare una sorta di Alta Corte per tutti i magistrati con propri membri e una propria sede. I due Csm non potranno fornire pareri su ddl del Governo, a meno che ne sia fatta esplicita richiesta, o adottare atti di indirizzo politico. La riforma interviene poi sull'articolo 106 della Costituzione, che contempla le modalità di partecipazione del popolo all'amministrazione della giustizia. Infine, si parla dell'inappellabilità delle sentenze di assoluzione e proscioglimento in primo grado, nuove regole per l'utilizzo della polizia giudiziaria da parte del pubblico ministero, l'introduzione del principio della responsabilità civile dei magistrati.

La Lega si dice certa che la riforma passerà. Per la presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno: 'Sono favorevole alla separazione delle carriere, quindi se dovesse essere una riforma diretta a migliorare il sistema e a creare la terzietà del giudice la voterei. Se invece fosse una riforma ispirata ai principi che hanno guidato questi due anni, con leggi come 'cavalli di Troia', che creano un involucro ma dentro solo norme punitive, allora non la voterei'.

Casini frena - 'Bisogna spazzare via dal tavolo le leggi ad personam che impediscono la necessaria serenità nel confronto sulla riforma della giustizia' - mentre arriva la bocciatura dal leader dell'Idv Antonio Di Pietro: 'La riforma della giustizia che propone Berlusconi non è una riforma, ma è soltanto un'altra occasione in più per garantire la sua impunità. La vera riforma della giustizia che serve ai cittadini è quella che tutela le parti offese, chi ha ragione e non i delinquenti, non coloro che, poiché sono nel palazzo, non si vogliono far processare'.

(foto © LaPresse)

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