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Riforma Gelmini, il ddl approvato alla Camera

A quanto pare l'ondata di proteste di studenti, docenti, ricercatori contro la riforma dell'Università che ha attraversato il nostro Paese è servita a poco, il disegno di legge del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha incassato il voto favorevole della Camera poco dopo le 20.00 di ieri sera. Il ddl è stato approvato con 307 sì, 252 no e 7 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega, Fli, Adc, Mpa e Noi sud-Pid. Hanno votato contro il Pd, l'Idv, l'Udc, i Liberal Democratici. L'Api si è astenuto. Prima di diventare legge, il ddl deve tornare al Senato per il voto definitivo, ma l'approvazione sembra scontata.

La protesta degli studenti a Firenze

La protesta degli studenti a Roma

La protesta a Roma dei ricercatori universitari della facoltà di Architettura

La Gelmini ha così commentato il successo alla Camera: 'Il tempo è galantuomo e gli studenti capiranno che questa riforma dell'università è tutta a loro vantaggio: è un cambiamento epocale di cui si sentiva il bisogno se vogliamo allineare il nostro sistema all'Europa'.

Il sì alla riforma universitaria non è stato però raggiunto senza difficoltà. L'esecutivo, infatti, è stato battuto due volte. La prima su un emendamento del gruppo di Futuro e libertà all'articolo 19 della riforma dell'università, relativo agli assegni di ricerca; sul testo c'era il parere contrario di governo e commissione Bilancio, ma è stato approvato con 277 sì e 257 no. La seconda su tre emendamenti identici di Fli, Api e Pd che prevedevano la soppressione della 'clausola di salvaguardia' inserita nella riforma dell'università. L'approvazione degli emendamenti ha di fatto eliminato la norma che prevedeva una sorta di 'commissariamento' per il ministero dell'Istruzione da parte del ministero dell'Economia nel caso in cui si fossero verificati o fossero in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di spesa.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato le manifestazioni di protesta che hanno preso vita nelle maggiori città italiane affermando: 'Gli studenti veri stanno a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali o fuori corso'. In merito al ddl Gelmini ha poi detto: 'E' una buona riforma che favorisce gli studenti, i professori e più in generale tutto il mondo accademico e dunque deve passare se vogliamo finalmente ammodernare l'università'.

La norma cosiddetta 'anti-parentopoli' è passata con il voto favorevole di maggioranza e opposizione. A favore ha votato anche Fli, mentre dall'Idv è giunto un voto contrario. Secondo quanto previsto dalla nuova norma devono essere esclusi dalla chiamata candidati che siano parenti e affini 'fino al quarto grado compreso, un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata; o con il rettore, il direttore generale o con un consigliere di amministrazione dell'ateneo'.

Riforma Gelmini, alcuni dei punti principali:
Nuovi criteri di finanziamento: una parte dei fondi destinati alle Università verranno assegnati sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario, circa 525 milioni di euro, è già stato distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei; due terzi di questo fondo sono assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica.
Norma anti-parentopoli: il subemendamento della maggioranza dispone un giro di vite su parentopoli all'interno dell'università. Secondo quanto si legge su una nota del Ministero: 'Non si potranno avere parentele fino al quarto grado per partecipare ai concorsi, anche per ricercatori e assegnisti'.
Limite a mandato rettori: il provvedimento prevede un limite massimo complessivo di otto anni al mandato dei rettori, una norma introdotta per evitare i casi di rettori che restano in carica per moltissimi anni.
Reclutamento docenti e ricercatori: per il reclutamento dei professori universitari le commissioni che giudicano gli aspiranti docenti di prima e seconda fascia sono composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari, eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Per il reclutamento dei ricercatori, le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso sono composte da un professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avviene secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale.
Corsi di Laurea: il Ministero intende razionalizzare e ridurre il numero dei corsi di laurea. La razionalizzazione dei corsi di laurea avviene attraverso: una definizione di più elevati requisiti di docenza per attivare i corsi di studio, al fine di ridurne la proliferazione; disattivazione obbligatoria dei corsi di studio con basso numero di studenti; limite alla proliferazione degli insegnamenti, attraverso l'individuazione del carico massimo di docenza che ciascun Ateneo è complessivamente in grado di erogare; limite alla frammentazione degli insegnamenti attraverso definizione del numero minimo di crediti (6) per esame; eliminazione degli ostacoli di natura organizzativa e formale alla mobilità degli studenti, determinati da una eccessiva eterogeneità dei regolamenti didattici degli Atenei; potenziamento dell'efficacia della valutazione interna, prevedendo una composizione dei Nuclei di valutazione d'Ateneo a maggioranza esterna; limitazione del numero di crediti extrauniversitari che ogni Ateneo può riconoscere.
Organi accademici: il ddl prevede una distinzione netta tra Senato e Consiglio di amministrazione, con il primo organo accademico che farà proposte di carattere scientifico e il secondo che avrà la responsabilità delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione.

 (foto © LaPresse)

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