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Riforma Gelmini, il ddl è atteso ora in Senato ma le proteste non si fermano

Martedì sera il disegno di legge del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ottenuto il via libera dalla Camera, il ddl è stato approvato con 307 sì, 252 no e 7 astenuti, si attende ora il voto definitivo del senato e, nel frattempo, gli studenti si preparano a nuove proteste. In un primo momento si pensava che la riforma sarebbe arrivata in Senato il 9 dicembre, ma come stabilito oggi dalla conferenza dei capigruppo di palazzo Madama la riforma dell'università approvata dalla Camera sarà esaminata dal Senato solo dopo il voto di fiducia al governo previsto per il 14 dicembre.

La protesta degli studenti a Firenze

La protesta degli studenti a Roma

La protesta a Roma dei ricercatori universitari della facoltà di Architettura

Intervenendo a Radio Anch'io, il ministro Gelmini ha detto: 'E' necessario approvare la riforma in tempi rapidi altrimenti si bloccheranno tutti i concorsi per ricercatori e docenti in atto'.

A Roma, molte facoltà dell'Universita La Sapienza sono ancora occupate. Ieri si sono svolte assemblee e riunioni tra gli studenti per decidere le prossime mobilitazioni. Anche alcune facoltà dell'Università Roma Tre rimangono occupate, lo stesso accada all'Università di Tor Vergata dove una delegazione di un centinaio di studenti, composta dai ragazzi del Blocco Studentesco e liste di sinistra tra cui la Federazione Giovani Socialisti, ha occupato simbolicamente il rettorato.

Gli studenti protestano contro i provvedimenti contenuti all'interno della riforma Gelmini, tra cui il taglio di 1,5 miliardi di euro al Fondo di finanziamento ordinario e il processo di privatizzazione dell'università pubblica.

Oggi gli studenti dell'Università Roma Tre hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato si è recato alla facoltà di Economia per un convegno e gli studenti gli hanno consegnato una lettera nella quale si legge: 'In questi mesi giorno dopo giorno abbiamo assistito al tentativo, ormai quasi concluso di distruggere l'unico elemento che davvero ci può garantire un futuro: la nostra università. Lei incarna il ruolo più importante tra le istituzioni: è il garante della nostra Costituzione. La legge fondamentale che, tra le Costituzioni europee, è la più bella. Quella Carta che all'articolo 33 tutela e detta le norme generali sull'istruzione e che al suo quinto comma rende autonome le università e le accademie considerandole 'istituti di alta cultura'. Ed è proprio la cultura ciò che ci preme tutelare; il sapere che ci permette di fare delle scelte e che quindi ci rende liberi, perché proprio la voglia di libertà fu il sentimento che unì i nostri padri costituenti'.

La lettera continua così: 'E proprio loro, partigiani della Resistenza, furono consapevoli di quanto fosse importante che ogni essere umano avesse la possibilità di accrescere la propria cultura, proprio per impedire che l'ignoranza e l'omologazione, madri del fascismo potessero insinuarsi nella nuova vita democratica del nostro Paese. Noi studenti siamo del parere che questa riforma, nei suoi contenuti e nei suoi possaggi fondamentali vada contro questi principi cardine della Costituzione. Per questo motivo facciamo appello a Lei, presidente, affinché il suo ruolo di supremo garnate della Costituzione possa difendere la nostra legge fondamentale e i valori in essa racchiusi, poiché il giorno in cui essa di svuoterà di tali significati, allora anche del nostro futuro non resterà altro che una bolla di sapone vuota, pronta ad esplodere al primo soffio di vento'. Napolitano ha detto che dopo aver letto la lettere e dopo aver riflettuto risponderà agli studenti.

Continua intanto anche la protesta degli studenti medi. Gli studenti protestano 'contro la riforma Gelmini e contro i tagli ai fondi per la scuola pubblica e i finanziamenti alle paritarie'. E, qualche giorno fa, l'ondata di proteste studentesche che ha caratterizzato il nostro Paese è arrivata anche sulle pagine del The New York Times.

 (foto © LaPresse)

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