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Riforma Rai 2015, una rete senza pubblicità e spazio all’innovazione: il piano del governo Renzi

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Tre reti una sola delle quali generalista, il resto con specializzazione tematica in linea con le più moderne esigenze della comunicazione ed un vertice in grado di incarnare quella “guida manageriale” più volte invocata dal legislatore e dagli addetti ai lavori come punto di riferimento per il futuro della Rai: questi i punti salienti del progetto di riforma in cantiere per il prossimo Consiglio dei Ministri.

Canone Rai, confermato vecchio regime nonostante il progetto di riforma del governo

Nel testo al quale ha indirettamente fatto riferimento ieri sera Maria Elena Boschi nel corso dell’intervista a “Otto e Mezzo”, l’attenzione del governo sembra concentrarsi in primis sul nodo cruciale della governance di un’azienda che, a detta degli estensori del documento di maggioranza destinato alla discussione in Cdm, rappresenta la “prima industria culturale italiana” e pertanto “non può sottostare a procedure cavillose chilometriche”.

La Rai, secondo il i promotori della riforma della tv di Stato, può “competere sui mercati internazionali con le sue produzioni di eccellenza” e allo stesso tempo “gareggiare coi grandi network mondiali” grazie a “creatività e professionalità” di alto livello da valorizzare al massimo con l’ausilio di nuovi strumenti in grado di avvicinare l’ente di Viale Mazzini agli altri “players” di rango internazionale.

(Un coro di “no” per la riforma della Rai targata Renzi: opposizione in Parlamento)

Centrale, nel piano caldeggiato in prima persona dal premier e sponsorizzato con forza dai principali partiti di maggioranza, la figura dell’amministratore delegato che andrebbe a sostituire il vecchio direttore generale in ossequio alle regole del Codice Civile, sul solco delle Spa o almeno con la dialettica tra consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione finalizzata ad alleggerire le procedure superando i vecchi schemi.

L’area news della Rai verrebbe poi ridisegnata ex novo, rispettando le linee guida indicate dalla Commissione di Vigilanza a suo tempo, con due newsroom pronte a decollare dalle ceneri del precedente assetto ritenuto poco efficiente da Renzi e colleghi.

Quanto al capitolo fondamentale del superamento delle 3 reti generaliste, si ripropone la creazione di un canale senza pubblicità esclusivamente dedicato al servizio pubblico accanto ad un’altra di carattere sperimentale rivolta all’innovazione, con una sola “casella” riservata alla tv-contenitore così come interpretata fino al giorno d’oggi da mamma Rai.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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