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Riforma scuola, voto finale mercoledì alla Camera. Blocco scrutini, il Garante: "Insegnanti precettati"

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Conto alla rovescia per l’approvazione in Parlamento del ddl scuola del governo, atteso alla prova decisiva del voto alla Camera per l’ok in via definitiva della riforma Renzi-Giannini.

Blocco scrutini e nuove mobilitazioni, sindacati ai ferri corti col governo sulla scuola

Compatta, sebbene con qualche distinguo all’interno del partito del premier, la maggioranza formata da Pd, Ncd, alleati centristi di area cattolica e “montiani”, tutti pronti a garantire i numeri alla legge che dovrebbe ridisegnare diversi aspetti del sistema dell’istruzione in Italia.

Dall’altro lato della barricata, agguerrito rimane il fronte del “no” alla buona scuola targata Matteo Renzi e Stefania Giannini, con Movimento 5 Stelle e Sel in prima linea nell’opposizione in aula alla riforma fortemente osteggiata dai principali sindacali nazionali e di categoria.

Tra le iniziative di protesta minacciate dalle organizzazioni rappresentative degli insegnanti dopo il successo dello sciopero dello scorso 5 maggio e la rottura totale o quasi delle trattative col governo, spicca la proposta di blocco degli scrutini, avanzata da leader sindacali e criticata dalla controparte istituzionale in quanto “estrema” e “irresponsabile” secondo ministri e sottosegretari.

(Il ministro dell’Istruzione sul blocco degli scrutini, scontro coi sindacati: “Inaccettabile”)

Anche il presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, preoccupato dell’eventualità di un boicottaggio su scala nazionale delle attività di fine anno, ha voluto avvisare il corpo docente della “obbligatorietà” dello strumento della precettazione in risposta ad astensioni collettive dal lavoro che provocherebbero “la paralisi dei cicli conclusivi dei percorsi scolastici”.

Moderatamente ottimista in merito ad una possibile ripresa del confronto governo-sindacati, il Garante Roberto Alesse ha espresso un’opinione piuttosto netta sulle proteste in forme eclatanti” basate su “azioni illegittime” in grado di produrre serie conseguenze “ai danni di studenti e famiglie” precisando allo stesso tempo di non aver ricevuto finora alcuna “comunicazione ufficiale su uno sciopero con blocco degli scrutini in vista.

La discussione alla Camera dei Deputati sul ddl governativo di riforma della scuola è già in pieno svolgimento: tra lunedì e mercoledì prossimo, il provvedimento sarà sottoposto alla votazione finale dell’assemblea di Montecitorio.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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