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Rimborsi Lombardia, i consiglieri: "Cene con champagne? Era attività politica"

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Nelle loro spese c'è di tutto: ricche cene a base di champagne e tartufi, colazioni, spostamenti in taxi o in aereo, articoli da regalo, feste di nozze, cartucce per la caccia, dolci, libri, Ipad, perfino lo scontrino di un ovetto di cioccolato Kinder o il costo di lecca-lecca e 'gratta e vinci'. Sono saliti a 62 gli indagati in Consiglio regionale lombardo nell'inchiesta sui rimborsi illegali: tra questi, anche il vicepresidente del Senato, Rosi Mauro, già nota alle cronache giudiziarie per l'inchiesta sui fondi della Lega Nord, ed altri personaggi noti come Nicole Minetti e Renzo Bossi, detto Il trota.

Paolo Valentini (Pdl) sui rimborsi illegali in Lombardia: "Tutte cene istituzionali". Guarda il video

In sostanza l'inchiesta sull'utilizzo illecito dei rimborsi ai gruppi consiliari ha toccato quasi tutti (tranne quattro) gli eletti al Pirellone di Pdl e Lega Nord nel 2005 e nel 2010, in due legislature. Tutti accusati di peculato per aver speso soldi pubblici a scopi personali. Dai primi verbali emerge un quadro desolante, non solo per la mole di quattrini intascati con le scuse più varie, ma soprattutto per le giustificazioni addotte dagli indagati. Alcune sono state riportate dal Corriere della Sera.

Lombardia, Nicole Minetti indagata per peculato: cene ed Ipad con soldi pubblici

Secondo il capogruppo Pdl Paolo Valentini le somme contestate sarebbero state destinate all'espletamento della normale attività politica: 188.577,17 euro di rimborsi spese finiti in cene ed acquisti, tra cui spunta una ricevuta da 299 euro spesi al ristorante A’ Riccione di Milano per 2 coperti, "pranzo con pesce + vino Gaia Alteni (80 euro) + Champagne Bollinger (80 euro)" oppure un "pasto da 274 euro, sempre a base di pesce" consumato "nel 2008 nel Centro ittico". Cene definite necessarie in quanto "certamente si trattava di personaggi che potevano contribuire" alla funzione pubblica. Tutto regolare, secondo Valentini: "Le spese erano legate all’espletamento del mandato. In 18 anni ho seguito questa prassi". Nessun ricordo, invece, del pranzo da 274 euro per due coperti, di cui 160 euro erano destinati a vino e champagne, contestatogli dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, titolare dell'inchiesta. Ad ogni modo, spiega Valentini, "i ristoranti sono legati a incontri e riunioni che si svolgono in altri posti". Stessa giustificazione addotta da Angelo Ciocca, Lega Nord, che sostiene di aver addebitato i suoi rimborsi per pranzi al ristorante in base ai temi di rilevanza pubblica di cui si dicuteva a tavola: "Ho ritenuto che il discrimine fosse l’argomento di conversazione. Una convinzione che deriva dal buon senso".

Anche il consigliere Angelo Giammario (Pdl) ha risposto con una valanga di "non ricordo" alle richieste dei pm di spiegare i 114 mila euro di spese tra il 2008 e il 2012, tra cui "800 inviti" per una "cena di Natale" da 201 euro. Ha risposto invece alle domande sui suoi frequenti spostamenti in taxi e auto a noleggio, tutto ovviamente nel computo dei fondi consiliari. Quelle spese, ha spiegato il consigliere, servivano in quanto era impossibilitato ad accedere a Milano città con la sua autovettura. Aveva poi necessità di stipendiare un autista visti i numerosi impegni giornalieri. Sempre Giammario ha commentato così i 92 euro spesi alla gelateria Mozart di Alassio: "Ho offerto a consumazioni a cittadini lombardi, imprenditori, persone dell’associazionismo lombardo", mentre i 1.276 euro spesi nella cantina 'La Tunella' sarebbero "regali a persone incontrate nell’esercizio della mia arrività".

Ci sono poi le spese di Giulio Boscagli, consigliere Pdl, che ha chiesto alla Regione il rimboso di 4.995 euro per i coperti di 111 persone alla 'Casupola di Bosisio Parini', nell'aprile 2008: "un incontro istituzionale" sulla riforma della scuola, secondo l'esponente del Pirellone. E ancora i tre iPad con accessori pagati 2.625 euro, necessari a lui e al suo staff. Anche Nicole Minetti ha dichiarato di volersi difendere di fronte ai pm. Presto potrebbe arrivare dunque il suo interrogatorio relativo alle spese sostenute nei due anni di attività consiliare.

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