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Roberta Lombardi: "Filofascista a chi?". La capogruppo M5S risponde alle accuse

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La sua avventura in Parlamento non è neppure incominciata, che già Roberta Lombardi, neo-eletta capogruppo alla Camera del M5S, deve giustificarsi in merito a una serie di affermazioni sul fascismo e CasaPound che hanno scatenato un vero e proprio vespaio. Non si tratta di dichiarazioni fatte durante qualche intervista - dal momento che (almeno per ora) sono vietate - ma di riflessioni da lei scritte sul proprio blog il 21 gennaio 2013, in un post dal titolo Italia sotto formaldeide: e come Lombardi dovrebbe ben sapere, in quanto esponente di un Movimento che fa della comunicazione 2.0 uno dei propri pilastri, nel web tutto resta e diventa 'preda' di addetti ai lavori e non solo in cerca di informazioni. Soprattutto quando dette informazioni non arrivano da altri canali.

Roberta Lombardi, capogruppo Camera Movimento 5 Stelle

Comunque sia. Il post incriminato arriva che l'eco della presunta 'apertura' di Beppe Grillo a CasaPound non si è ancora spenta e analizza (o vorrebbe farlo) che cosa è oggi il movimento di destra rispetto al fascismo, con inevitabile (purtroppo) disamina del fascismo stesso. Così, Lombardi, dopo aver scritto: "Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola", si avventura su un terreno minato e dice che il movimento di oggi non comprende "l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia".

Leggerezza, avventatezza, superficialità. Chi può dirlo. Di sicuro l'esponente del M5S non immaginava che di lì a un mese sarebbe approdata a Montecitorio e la sua vita sarebbe stata passata ai raggi X, ma certo è che la frase da lei scritta dimostra una colpevole 'pochezza' nell'affrontare argomenti dolorosi e complessi, ai quali fior di storici e studiosi si accostano con ben altra cautela e umiltà. "Un altissimo tasso di malafede o, peggio, di ignoranza", per il quale Massimo Gramellini, vicedirettore della testata torinese La Stampa, nel suo editoriale Buongiorno chiede senza mezzi termini il mea culpa della capogruppo e un doveroso passo indietro, dicendosi "sicuro che la signora Lombardi presenterà entro stasera le sue scuse, seguite dalle sue dimissioni".

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Ad ogni modo, il pezzo è stato ovviamente trovato dagli internauti ed è diventato in tempo zero la prima patata bollente nelle mani della neo-capogruppo M5S alla Camera, che ieri, di nuovo sul proprio blog, ha risposto a polemiche e attacchi pubblicando un nuovo post dall'eloquente titolo: Filofascista a chi? Dopo essersi detta "allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog", Lombardi spiega quindi che nella sua analisi sul fascismo si riferiva "al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura", ovvero il Sansepolcrismo, disatteso da Mussolini già l'anno successivo, e condanna quindi l'ideologia con una riflessione interessante: "La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l’unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico".

Una dichiarazione di intenti di quello che sarà l'attività del M5S alla Camera (dove lei è capogruppo)? Stando a quello che Lombardi ha scritto, infatti, la neo-deputata dimostra - o sembra farlo - una chiara coscienza in merito al fatto che perché un governo possa funzionare è necessario il confronto tra più parti. Che però - almeno allo stato attuale delle cose - è esattamente il contrario di quanto va predicando Grillo, che ha chiuso a un esecutivo politico: "Nessuna fiducia ai partiti", è l'affermazione giusto di ieri del neo-capogruppo al Senato, Vito Crimi.

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Un 'lapsus', una riflessione scritta di getto per difendersi dalle accuse di filofascismo senza pensare alle implicazioni, o la dimostrazione che nel M5S l'unità di intenti è meno solida di quanto si vorrebbe far credere? Del resto, nei giorni scorsi, appena dopo il risultato elettorale, sui blog del Movimento c'era stato grande fermento, con larga parte della base che chiedeva di agire e intavolare un dialogo per dare un governo al Paese. Si vedrà. Intanto, Lombardi ha messo un altro caposaldo del proprio pensiero nel suo post, ovvero: "Ricordo a tutti che il M5S ha nel suo programma l’insegnamento della Costituzione italiana". Costituzione italiana alla quale appartiene l'Articolo 67 duramente attaccato da Beppe Grillo appena due giorni fa. E dunque?

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