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Roberto Castelli, è polemica per le sue dichiarazioni sui romani

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Polverone sul viceministro leghista alle Infrastrutture Roberto Castelli. Dopo le parole pronunciate nel corso della trasmissione 'La Zanzara' su Radio 24 si è sollevata la polemica. Intervenendo sulla vicenda dei pedaggi, il viceministro ha definito i romani arretrati culturalmente.

Queste le parole pronunciate da Castelli: 'A mio avviso i romani non vogliono pagare perché sono arretrati culturalmente, perché pensano che lo Stato debba pensare a tutto'. Aggiungendo: 'I più tignosi in questa vicenda sono comunque quelli della sinistra'.

Tutto nasce dall'intenzione confermata da Castelli di procedere con un decreto per mettere il pedaggio sul Grande raccordo Anulare, sulla Salerno-Reggio Calabria e sulle altre principali tratte a diretta gestione Anas. Le parole del viceministro non sono affatto piaciute al sindaco di Roma Gianni Alemanno che le ha così commentate: 'Siamo veramente stanchi di queste offese gratuite che ogni giorno vengono sparate a caso, che siano i ministeri o i pedaggi'.

Il sindaco ha poi aggiunto: 'Chi dice sciocchezze di questo genere dimostra lui di non avere nessuna cultura e nessuna capacità di governo e dunque dovrebbe fare il piacere di stare zitto'.

Attravreso una nota, poi, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha affermato: 'Il viceministro Castelli non l'hanno voluto neanche quelli del suo Comune: le sue opinioni contano poco perché per fortuna rappresenta un'oligarchia minoritaria e invidiosa. La stravaganza è che un tipo del genere che in qualsiasi Paese del mondo potrebbe fare a malapena l'attacchino, qui, grazie alla destra, fa parte del Governo. E' il segno dell'inadeguatezza di questa classe politica che per rimanere attaccata alle poltrone sta danneggiando le famiglie italiane. Il minimo che dovrebbe chiedere la sua maggioranza sono le dimissioni, ma non lo faranno perché si ricattano l'un l'altro'.

Definire i romani arretrati culturalmente non è stata una mossa vincente per Castelli. Il polverone che ne è scaturito lo ha spinto a dare una spiegazione alle sue dichiarazioni. Così il viceministro ha affermato: 'Non ho mai offeso i cittadini romani, dei quali ho il massimo rispetto. Chi ha reagito non si deve fidare della sintesi di agenzia. Parlavo chiaramente della politica romana relativa alle infrastrutture e non certo della cittadinanza. Confermo che la cultura più avanzata in questo settore parla di project financing, di PPP e di strumenti finanziari innovativi. Se i politici romani non li accettano non e colpa mia'.

Ma la cosa non è finita qui. Oggi, infatti, il viceministro ha detto di voler querelare il quotidiano Il Messaggero che ha scritto: 'Castelli insulta i romani'. Ospite della emittente radiofonica romana Radioies, il viceministro leghista ha detto: 'Dovrò segnalare l'articolo del Messaggero alla Procura perché ci vedo almeno due reati. Art. 313 e 414 del codice penale'.

Castelli ha poi sottolineato che vuole bene ai romani e che sta benissimo a Roma. 'La storia delle offese ai romani - ha detto il viceministro - è tutta colpa di una agenzia che, non so per errore o per malafede, ha riportato male le mie dichiarazioni. Già ieri ho smentito quella agenzia. Lungi da me offendere romani di cui ho massima stima. Ho moltissimi amici romani e sarebbe assurdo per me offendere i romani'.

E ancora: 'Io parlavo di cultura delle infrastrutture, il mio era un discorso per tecnici e confermo che c'è una cultura arretrata a livello tecnico. Il mio discorso era tecnico e per tecnici. Non ho mai parlato della gente, mi riferivo a tecnici e politici. Questa è una minaccia e un tentitvo di coartare la mia attività politica. Ho fatto anche la smentita, ma oggi apro il Messaggero che apre con un titolo non vero: io che insulto i romani. Questo, ripeto, è un tentativo di minacciare della mia attività'.

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