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Roberto Formigoni indagato: soldi sul conto della ex fidanzata

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Dopo la chiusura dell'inchiesta sulla fondazione Maugeri e l'accusa a Roberto Formigoni di associazione per delinquere e corruzione, nuovi dettagli emergono sulle modalità con le quali i soldi ricevuti dal Celeste da Pierangelo Daccò e Antonio Simone venivano 'fatti sparire', rendendo di fatto impossibile (o quasi) collegarli all'ex governatore della Lombardia.

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Secondo le ultime notizie riportate oggi da La Repubblica, per i pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta, infatti, i 270 mila euro in contanti ottenuti da Formigoni in cambio del suo appoggio alla Fondazione Maugeri (tra il 1997 e il 2011) e all'Ospedale San Raffaele (tra il 2002 e il 2011), insieme a "utilità, viaggi e l'uso di yacht", per un valore complessivo di 8 milioni di euro, sarebbero transitati sui conti dell'ex fidanzata del Celeste, Emanuela Talenti, e di un suo amico di lunga data, Alberto Perego, senza che passassero da nessuno di quelli intestati all'ex governatore, "affinché non vi fosse evidenza degli importi che trasferiva".

Un'operazione resa possibile dalla disponibilità di un manager della banca Popolare di Sondrio, che lo scorso agosto ha deciso di collaborare con i magistrati, rivelando come funzionava il sistema e, di fatto, aiutando i pm a ricostruire una parte fondamentale nell'accusa di corruzione e associazione a delinquere formulata nei giorni scorsi contro il Celeste.

Dal 2003 al 2007, dunque, Formigoni con l'aiuto del manager - al quale gli importi venivano consegnati di persona, nell'ufficio dell'ex governatore, in banconote da 500 euro - "anziché procedere in via 'ordinaria' con il versamento del contante sul conto corrente per poi trasferirne l'importo al beneficiario", utilizzava "un conto interno della banca" che non lasciava "alcuna traccia sul conto di Formigoni", come si legge nel rapporto del Procura di Milano.

Un 'sistema' al quale gli investigatori sono risaliti grazie all'esame dei diversi conti del Celeste, che li ha portati a osservare una "anomalia" e a riscontrare che l'ex governatore aveva una "disponibilità di significative somme di denaro contante", dal momento che "a fronte di 'entrate' sui conti correnti, costituite in via esclusiva da emolumenti e remunerazioni da parte di enti pubblici", erano "pressoché inesistenti" i prelievi per i contanti.

Ma non solo. A conferma dei sospetti che hanno condotto i pm a scoprire il meccanismo con il quale venivano incassati i 'benefit' ci sarebbero anche alcuni biglietti di 'ringraziamento' fatti recapitare da Formigoni a Maugeri. In uno vi sarebbe scritto: "Carissimo Umberto, rientrando dalle vacanze sento il piacere di salutarti e di ringraziarti una volta di più della tua amicizia. Buona ripresa anche a te. Roberto Formigoni" e in un altro: "Carissimo Umberto, grazie dell'amicizia che mi dimostri. Cordialissimi saluti". Due testi - rispettivamente del settembre e del giugno 2010 - che per gli investigatori sarebbero ulteriori prove del sistema di corruzione esistente.

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