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Roberto Maroni: "Alfano premier? La Lega potrebbe starci"

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'Strappino' della Lega nei confronti di Silvio Berlusconi. Il leader del Carroccio, Roberto Maroni, nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa ha infatti espresso chiaramente la preferenza sua e del partito per il candidato premier del centrodestra, facendo il nome di Angelino Alfano. "Abbiamo indicato Alfano come uno dei possibili candidati su cui la Lega potrebbe starci", sono state le parole del segretario nazionale del Carroccio.

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Maroni ha invece escluso categoricamente il sostegno della Lega al Pdl qualora Berlusconi decidesse di proporre la candidatura a premier di Mario Monti: "Per noi è un limite invalicabile", ha detto, facendo anche ironia sulle continue giravolte del cavaliere: "Non ho capito se Berlusconi candida se stesso, Monti o Alfano. Uno, nessuno, centomila. Speriamo che il Natale porti qualche illuminazione".

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Insomma, se già nei giorni scorsi il segretario della Lega aveva mandato segnali al leader del Pdl, questa volta è stato esplicito, dicendo "impossibile uno sostegno alla premiership di Mario Monti" da parte del Carroccio. Su un'eventuale ricandidatura di Berlusconi, invece, Maroni non si è espresso, ma l'indicazione di Alfano sembra un chiaro segnale che la Lega non ha intenzione di riproporre lo schema su cui si sono basate le legislature degli anni passati. Anzi, a quanto pare il segretario si è già mosso, proponendo al sindaco di Verona, Flavio Tosi, di essere candidato premier nel caso in cui Berlusconi non mollasse il professore e la Lega decidesse pertanto di correre da sola: "Ho risposto che se a lui va bene, a me sta bene. Siamo rimasti così, poi non abbiamo formalizzato", ha confermato l'interessato, intervenendo ai microfoni di Radio2.

Del resto, anche per quanto riguarda le candidature interne alle prossime elezioni, Maroni ha detto che i criteri saranno decisi "nei prossimi giorni, tenendo conto della necessità di rinnovare e dare spazio a tanti giovani", glissando in questo modo a una domanda di Vespa su Bossi e ribadendo che neppure lui ha la certezza di essere candidato. Per quanto riguarda infine lo scandalo dei rimborsi in Regione Lombardia, il segretario è stato chiaro: "Ho già avviato una verifica e tutti quei consiglieri che hanno violato il nostro codice di comportamento non saranno ricandidati, fossero anche tutti".

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