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Roberto Maroni governatore della Lombardia? "Ne sarei onorato"

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"La massima ambizione di un federalista è governare la propria Regione. Per quanto mi riguarda ne sarei onorato e posso anche dire che sarebbe per me certamente più importante e gratificante che non fare il ministro". A parlare così è Roberto Maroni, che in un'intervista a il Corriere della Sera svela (forse) l'obiettivo prossimo della Lega Nord, dopo l'ultima ondata di scandali che ha travolto il Pirellone e il suo governatore, Roberto Formigoni.

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Un leghista sullo scranno più alto della Regione Lombardia? "La Lega certamente aspira a indicare come presidente della Regione un suo uomo", ha detto l'ex ministro dell'Interno e del Lavoro, aggiungendo però: "Non sarà certo questa la condizione per la prosecuzione dell'alleanza. Non è una questione personale". O almeno, non per lui: Formigoni non sembra pensarla esattamente così.

Il governatore infatti si è detto "allibito" di "vedere 36 ore dopo completamente ribaltata la situazione senza nessun preavviso, senza nessuna spiegazione, senza nessuna telefonata", facendo riferimento alla promessa da parte degli uomini di via Bellerio di continuare a sostenerlo, poi smentita. "Non c'è stato alcun tradimento da parte nostra, ma in queste condizioni continuare come nulla fosse era impossibile", ha replicato Maroni, dicendo: "La Lega, e io personalmente, non può accettare di stare in una giunta in cui c'è un assessore accusato di aver preso voti dalla 'ndrangheta" e concludendo: "Io credo che Formigoni debba mantenere i nervi saldi. Anche io, se avessi dovuto dare ascolto soltanto alla pancia, avrei dovuto staccare subito la spina alla giunta lombarda".

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Ma quali erano i patti che il Celeste dice sono stati traditi? Maroni lo spiega: "L'azzeramento dell'attuale giunta, una nuova legge elettorale, l'approvazione della legge di bilancio entro Natale" e puntualizza: "Io non ho preso alcun impegno per arrivare al 2015", quindi "la Lega non ha rotto nessuno patto". D'altra parte, aggiunge il segretario del Carroccio, "l'esperienza di governo degli ultimi dieci anni in Lombardia è un'esperienza di successo" e "far cadere la giunta avrebbe significato rompere l'alleanza e consegnare la Regione alla sinistra", due ragioni per le quali il Carroccio ha intenzione di portare avanti rapporti distesi con il Pdl, senza consumare alcuno strappo.

Anche se l'"irrigidimento del governatore", che sta facendo preoccupare molto Berlusconi e Alfano, di sicuro è un ostacolo a un'alleanza che invece per Maroni "può e deve continuare". Certo, ricorda l'ex ministro, la "decisione definitiva sulle alleanze non la prendo io, ma l'assemblea della Lega che si svolgerà a febbraio", tuttavia un election day congiunto politiche-regionali ad aprile "sarebbe di grande aiuto". E cosa non da poco, sottolinea Maroni, "consentirebbe di risparmiare qualcosa come 50 milioni di euro", bocciando di fatto la proposta del governatore di un voto a "45-90 giorni". "Mi chiedo: in un momento di crisi come questo, è giusto spendere una cifra del genere per anticipare le elezioni lombarde di qualche settimana?" conclude il segretario, portando l'ultimo affondo al non-rivale Formigoni...

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