Roberto Saviano: 'Le parole di Berlusconi? Pericolose'

Dopo le parole dure del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, contro chi in televisione e con i libri parla di mafia, e la lettere scritta dal presidente della Mondadori Marina Berlusconi, si è fatto avanti Roberto Saviano, autore di 'Gomorra', che attraverso le pagine del quotidiano La Repubblica ha affermato: 'Il capo del governo Berlusconi non ha espresso parole di critica. Critica significa entrare nel merito di una valutazione, di un dato, di una riflessione. Nelle sue parole c'era una condanna non ad una analisi o a un dato ma allo stesso atto di scrivere sulla mafia. Il rischio di quelle parole, ribadisco, è che ci sia un generico e preoccupante tentativo di far passare l'idea che chiunque scriva di mafia fiancheggi la mafia. Come se si dicesse che i libri di oncologia diffondono il cancro. Facendo così si avvantaggia solo la morte'.

Lo scrittore ha poi sottolineato: 'Ho trovato le parole del capo del governo finalizzate a intimidire chiunque scriva di mafie e di capitali mafiosi. Ho io stesso visto e conosciuto la libertà della casa editrice Mondadori. Ci mancherebbe che uno scrittore non fosse libero nella sua professione. Una libertà esiste però solo se viene difesa, raccolta, costruita nell'agire quotidiano da tutti coloro che lavorano e vivono in una azienda. Ed è infatti proprio a questi che mi sono rivolto ed è da loro che mi aspetto come ho già scritto una presa di posizione in merito alla possibilità di continuare a scrivere liberamente nonostante queste dichiarazioni'.

Secondo Saviano quella del premier è stata solo una dichiarazione pericolosa che dovrebbe essere rettificata. Nel suo artcolo l'autore di 'Gomorra' ha scritto: 'Non può che stupire però che un editore non critichi ma bensì attacchi lo stesso prodotto che manda sul mercato, e lo attacchi su un terreno così sensibile e decisivo come quello della cultura della lotta alla criminalità organizzata. Sono molte le persone in Italia che per il loro impegno nel raccontare pagano un prezzo altissimo non è possibile liquidarle considerando la loro azione 'promotrice' del potere mafioso. Una dichiarazione del genere annienta ogni capacità di resistenza e coraggio. E questo da intellettuale non è possibile ignorarlo e da cittadino non posso ascrivere una dichiarazione del genere alla dialettica democratica. È solo una dichiarazione pericolosa che andrebbe immediatamente rettificata'.

A quanto affermato da Saviano ha prontamente replicato il direttore generale Libri Trade Mondadori Ricky Cavallero. Affidandosi, anche lui, alle pagine de La Repubblica, Cavallero ha chiesto a Saviano di non lasciare la Mondadori, sottolineando che il gruppo editoriale gli garantisce totale libertà.

Cavallero ha scritto: 'Caro Roberto, a seguito di quanto è accaduto negli ultimi giorni, mi sembra doveroso, sia come rappresentante della tua casa editrice che come persona a te legata da un profondo senso di amicizia e rispetto, fare alcune precisazioni. Allo stato attuale delle cose, sarebbe forse troppo semplice cercare di rispondere ai dubbi da te pubblicamente espressi citando i numerosissimi casi in cui il gruppo Mondadori si è esposto per dar spazio a voci scomode e controcorrente, che hanno pagato - come tu stesso stai pagando in prima persona - un prezzo personale altissimo. Nel corso degli anni abbiamo infatti pubblicato autori come Salman Rushdie con Mondadori e Ayaan Irsi Ali con Einaudi, così come altri giornalisti d'inchiesta in aree del mondo 'ad alto rischio''.

Il direttore generale Libri Trade Mondadori ha poi aggiunto: 'L'editoria libraria, diversamente da altre forme di editoria, è caratterizzata dal peso e dalla grande varietà degli autori. Ciò fa sì che la casa editrice non debba e non possa identificarsi in toto con le posizioni di ciascuno dei suoi molti autori. Una volta deciso di pubblicarlo, la casa editrice si schiera a fianco dell'autore, a difesa dei suoi diritti e soprattutto della sua libertà, che si incarna, appunto, nella pubblicazione. Ma non possiamo dimenticare che una casa editrice non è solo i libri che pubblica, ma è soprattutto la somma delle persone che vi lavorano e che ti esprimono ogni giorno il loro sostegno facendo sì che le tue opere vengano editate. Lo sai, lo respiri da anni e tu stesso lo hai manifestato pubblicamente in varie occasioni. È nel lavoro da noi tutti svolto in questi anni, nella totale assenza di alcun tipo di censura, nel continuato sforzo promozionale sulle opere. E si ritrova, forte e chiaro più che mai, nell'entusiasmo con cui stiamo lavorando ai tuoi progetti futuri'.

Cavallero ha voluto sottolineare che 'questo lavoro è antico, fa parte del Dna della nostra azienda, resta valido ora e continuerà ad esserlo in futuro. D'altronde mai in nessun caso è stato messo in discussione dal nostro azionista, come ha una volta di più sottolineato proprio ieri da queste stesse colonne il Presidente Marina Berlusconi sostenendo che: 'Il gruppo Mondadori ha garantito a Saviano e a tutti gli altri suoi autori la massima libertà di espressione. Lo ha sempre fatto e continuerà a farlo''.

Il dg di Libri Mondadori ha concluso affermando: 'Visto l'attuale acuirsi della conflittualità della politica italiana, sono oggi palpabili intorno a te molte pressioni che avrebbero sicuro interesse nel vederti abbandonare la tua casa editrice, magari sbattendo la porta. Ma tu, Roberto, resta libero come sei, mantieniti sull'obbiettivo. Guarda i fatti. Questi dovrebbero dirti che in questo gruppo editoriale dove continuiamo a coltivare una dialettica aperta, anche dura, proprio qui risiede la certezza che tu possa continuare ad esprimere le tue idee senza il rischio di venire strumentalizzato. In totale libertà, 'a voce alta''.

 (foto © LaPresse)

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