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Roma, dimissioni di 26 consiglieri tra maggioranza e opposizione: via Marino, in arrivo commissario

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Dimissioni di massa dei consiglieri comunali a Roma, la maggioranza volta le spalle a Ignazio Marino e per la Capitale si apre una nuova fase, con insediamento in tempi brevi (forse già da lunedì prossimo, come anticipato dall’assessore uscente Stefano Esposito) del Commissario incaricato di traghettare la “città eterna” verso future elezioni garantendo continuità istituzionale durante il Giubileo.

Avviso di garanzia al sindaco Marino, Pd raccoglie firme per dimissioni consiglieri

Sono stati alla fine in 26, dopo l’iniziativa del Pd che aveva chiesto un impegno formale ai suoi 19 eletti nell’assemblea del Campidoglio, a sottoscrivere “nero su bianco” dal notaio l’atto ufficiale di abbandono della carica istituzionale che porterà ex lege allo scioglimento di giunta, sindaco e Consiglio di Roma Capitale.

Oltre ai rappresentanti dem, i 7 voti restanti vanno attribuiti secondo quanto riferito a caldo dall’esponente dell’Ncd Roberto Cantiani, a Daniele Parrucci del Centro Democratico, a Svetlana Celli di una lista civica, ad Alessandro Onorato del gruppo legato a Marchini e infine ai “fittiani” Francesca Barbato e Svetlana Celli, tutti firmatari della richiesta di dimissioni insieme allo stesso consigliere del partito di Alfano.

(Chè è stato peggio tra Marino e Alemanno? Interviste in strada de La7: il video)

Toccherà al prefetto Franco Gabrielli, nei tempi previsti dalla legge, procedere al commissariamento tramite la nomina di un successore “tecnico” di Ignazio Marino in grado di portare avanti l’azione di governo del Comune limitatamente all’ordinaria amministrazione senza stravolgere l’iter di opere pubbliche e grandi eventi già cantierati, a partire dal Giubileo 2016.

Dal punto di vista burocratico, il percorso è già segnato: le dimissioni presentate oggi in via del Tritone dai 26 consiglieri verranno protocollate nell’ufficio competente dell’ente locale e con tale atto la decadenza di sindaco, giunta ed assemblea di Palazzo Senatorio sarà formalizzata in via definitiva.

Proprio stamattina, la doccia fredda dell’avviso di garanzia al primo cittadino della Capitale per l’inchiesta della Procura su note spese e altre vicende risalenti a qualche anno fa aveva dato linfa alla battaglia del Pd nazionale e delle opposizioni al Comune di Roma contro il rientrante sindaco, ora ufficialmente sfiduciato dalla maggioranza degli eletti al Campidoglio.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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