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Roma, il prefetto Pecoraro annulla i 16 matrimoni gay celebrati da Ignazio Marino

Sono state cancellate sabato mattina dalla prefettura di Roma le trascrizioni di matrimoni gay effettuate da Ignazio Marino il 18 ottobre scorso, quando, in un Campidoglio blindato e con una cerimonia molto simile a quella tipicamente nuziale, il sindaco riconosciuto 16 unioni tra omosessuali celebrate all'estero.

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Subito contestato dal mondo cattolico, con il Vicariato che aveva parlato di "scelta ideologica" e con il ministro dell'Interno Angelino Alfano che aveva sottolineato su Facebook come l'atto non avesse in effetti valore legale secondo la legge italiana ed era quindi come se Marino avesse fatto “un autografo a queste coppie", il primo cittadino si era trovato a dover affrontare anche l'opposizione del prefetto di Roma, al cui ordine di "cancellare le trascrizioni già avvenute" aveva poi contrapposto un netto rifiuto, spiegato anche con un video e con la campagna social legata all'hashtag #RomaNonCancella: "Io faccio il mio lavoro, e difendo il diritto di tutti di amarsi".

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Quindi, vista la mancata risposta positiva del sindaco alle richieste del prefetto Pecoraro, lo stesso ha annunciato con una lettera l'esecuzione degli annullamenti; così, nella mattinata di sabato 6 dicembre, una funzionaria inviata dalla Prefettura ha provveduto a cancellare materialmente le trascrizioni delle 16 unioni gay riconosciute (per poco tempo) dal Campidoglio.

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