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Roma, polemica sul 'Vademecum per la sicurezza' dedicato alle donne

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Dallo scorso 12 luglio all'uscita delle stazioni della metropolitana di Roma è partita la distribuzione delle 10mila copie del 'Vademecum per la sicurezza delle donne' frutto della collaborazione tra Omniares Communication e Roma Capitale e patrocinato dal Consiglio regionale del Lazio. Non è trascorso neppure un mese e il decalogo, il cui obiettivo era 'dare consigli utili e diretti e che provengono dalle necessità reali della vita delle donne', è finito in mezzo ad aspre polemiche.

L'opuscolo di 24 pagine contiene 10 regole d'oro per evitare brutte sorprese, oltre a una sezione sullo stalking e una serie di numeri utili da salvare sul cellulare. Ecco alcuni dei consigli in esso contenuti: 'Evita strade buie o deserte anche se ti trovi nel centro della città e non pensare mai 'tanto a me non succede'; non lasciare documenti personali nel posto di lavoro o a casa di amici; non fare operazioni di prelievo dallo sportello bancomat in zone isolate o buie quando sei da sola; non inserire informazioni personali sui social network'.

Presentando il vademecum, il presidente della commissione sicurezza del Comune Fabrizio Santori aveva detto: 'Nel momento in cui Roma chiede allo Stato più forze dell'ordine e più controllo del territorio, serve una maggiore comunicazione a favore la cittadinanza, in particolare per le donne che, soprattutto nei quartieri difficili, devono sapere come comportarsi per prevenire ed evitare situazioni di pericolo'. Santori aveva poi spiegato che l'idea del vademecum è nata il 9 maggio 2010, a partire da quella data un gruppo di donne si è riunito per realizzarlo insieme con istruttori di corsi di autodifesa e rappresentanti delle forze dell'ordine.

Ma i frutti raccolti fino ad oggi sembrano non essere quelli sperati. A molte donne, infatti, il decalogo non è affatto piaciuto. Non è piaciuto il sottotitolo del vademecum, ovvero 'Sicurezza, un lusso che oggi noi donne vogliamo permetterci', e non sono piaciuti molti dei consigli elargiti, come quello di non camminare in strade buie e di non indosasre abiti appariscenti.

La rivista online Noi Donne.org ha parlato di consigli retrò e di istigazione alla paura e ha scritto: 'Il Comune di Roma finanzia un discutibile progetto; intanto le donne aspettano il vero vademecum anti-violenza'. Così oggi alle ore 19.00 a piazza Trilussa a Roma si riuniranno tutti coloro che hanno un'idea di sicurezza e libertà diversa da quella di cui parla il vademecum in questione.

Una delle autrici del discusso opuscolo, Anna di Lallo, è estremamente stupita dal clamore che si è sollevato e ha spiegato che il suo voleva solo essere un modo per aiutare le fasce più deboli. Come si legge sulla cronaca romana del quotidiano La Repubblica, la di Lallo ha detto: 'Sono consigli forse banali, come mettere la borsetta nella busta della spesa. O tenere il cellulare in tasca quando si è da sole di notte, impostato sui numeri del 112 e 113. Consigli della nonna? Forse. Ma sempre validi'.

L'autrice ha poi affermato di aver lavorato un anno al decalogo e senza guadagnarci un soldo. Tutto è nato dopoché una sua amica le aveva confidato che un uomo continuava a chimarla e a minacciarla. La di Lallo ha spiegato che ha trscorso un intero anno ad ascoltare le richieste di tante donne, per capirne paure ed esigenze, senza tralasciare le informazioni delle forze dell'ordine. L'autrice ha poi affermato: 'Forse la polemica è indirizzata al Campidoglio, perché l'opuscolo ha il patrocinio del Comune. Ma solo dopo che lo abbiamo realizzato, io l'ho proposto al delegato del sindaco per le Pari Oppurtunità, Lavinia Mannuni'.

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